lunedì 27 febbraio 2012

Fiera delle autoproduzioni : domenica 4 marzo 2012 a BARI

La Fiera delle autoproduzioni è l'unione di coltivatori, allevatori, artigiani, artisti, riciclatori-creativi e consumatori in opposizione alle logiche economiche e alle regole di mercato imposte dalle multinazionali e grande distribuzione che sono la causa della crisi, della precarizzazione del lavoro, del progressivo abbandono delle nostre campagne e dell'impoverimento di strati sempre più vasti della nostra società.
Questo appuntamento vuole dimostrare che da questa situazione non si esce con la riduzione dei diritti, lo smantellamento dello stato sociale e accettando i diktat dei banchieri, ma ricostruendo un modello di relazioni economiche e sociali basato:
• Sulla difesa dell'agricoltura contadina che ama e che rispetta la terra, che garantisce qualità, genuinità, varietà e non solo quantità e uniformità, che elimina tutti gli intermediari ristabilendo il rapporto diretto tra chi consuma e chi produce.
• Sulla riduzione dei rifiuti, incentivando il riutilizzo di vecchi oggetti destinati ai cassonetti
• Sulla rivalutazione del lavoro "umano" e creativo, lontano dalle logiche da catena di montaggio, e sicuramente in grado di fornire un valore aggiunto al consumatore.
• Sull’ immaginario del “mercato”, luogo di scambio, incontro, confronto e condivisione, non ipertecnologizzato ed “emotivamente asettico” come gli attuali mega centri commerciali.
• Sull'elogio dell'apertura mentale e sul contagio benevolo delle buone idee, poichè è ora di riappropriarsi di ciò che ci piace, senza che a determinarlo sia il consumismo o la pubblicità incalzante
La fiera aderisce alla campagna nazionale di “Genuino Clandestino” che si oppone all’equiparazione dei prodotti contadini e trasformati a quelli industriali; equiparazione che significa impedire l'accesso ai mercati a migliaia di piccoli produttori, mentre il consumatore continua ad essere soggiogato da modelli di produzione che talvolta non gli garantiscono genuinità e affidabilità dei prodotti, e mai un’effettiva e libera possibilità di scelta.

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