venerdì 12 luglio 2013

Alimenti contraffatti provenienti dalla Cina: l’allarme della Coldiretti

Made in China anche per gli alimenti. È questo l’allarme lanciato negli ultimi giorni dallaColdiretti che denuncia la presenza, in Europa, di 3 prodotti contraffatti su 4 provenienti dalla Cina e pericolosi per la nostra salute.
L’allarme è scattato a seguito di un maxiblitz effettuato dalla Guardia di Finanza che nei giorni scorsi ha scoperto una fabbrica di orologi extralusso contraffatti, 15 tonnellate di alimenti potenzialmente pericolosi, farmaci e alcolici di contrabbando provenienti dalla Cina.
Un cancro quello della contraffazione che tocca l’Europa e, in particolare, noi italiani.
Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, infatti, le ultime stime dell’Unione Europea parlerebbero di un business da 200 miliardi di euro l’anno. “Si tratta di una debolezza che solo in Italia – si legge sull’Agenzia di Stampa ASCA – alimenta un mercato del falso che fattura 6,9 miliardi di euro secondo la ricerca del Ministero dello Sviluppo economico con il Censis, dalla quale si evidenzia che i settori più colpiti sono l’abbigliamento e gli accessori con un giro d’affari del falso di 2,5 miliardi, i cd, dvd e software (1,8 miliardi) e l’alimentare (1,1 miliardi)”.
Dati preoccupanti, soprattutto se si considera che il mercato della contraffazione alimentare, il più delle volte, opera all’oscuro dei consumatori. Un mercato che purtroppo è rinforzato dallacrisi che costringe le famiglie a fare acquisti low cost di cibi più soggetti a contraffazione e rischi alimentari.
Ma non è tutto. La Coldiretti, infatti, denuncia che le preoccupazioni “riguardano anche il fatto che l’Italia è un forte importatore di prodotti alimentari, con il rischio concreto che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall’estero”.
Testimonianza concreta di questa problematica sono i diversi episodi di rischi alimentariregistrati in questo ultimo periodo, come quello dell’Epatite A diffusa attraverso le buste di frutti di bosco surgelati prodotti utilizzando materie prime che sembra provenissero da Paesi come Bulgaria, Polonia, Serbia e Canada.
Un paradosso confermato anche dal fatto che, mentre la stessa Coldiretti afferma che il cibo prodotto in Italia è il meno contaminato al mondo, assistiamo a un lento sfacelo delle aziende nostrane che lentamente e inesorabilmente cedono le loro attività a società straniere.
Diverse, infatti, sono le aziende che sono state acquisite o semplicemente subiscono l’influenza del mercato estero.
C’è anche chi si è dilettato a stilare una classifica, come il sito Ninjamarketing che, a seguito della annuale assemblea nazionale della Coldiretti, tenutasi a Roma, e delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Sergio Marini, è riuscita a individuare 10 marchi celebri italiani, passati in mani straniere.
Una situazione preoccupante, considerato anche il fatto che la Cina ha il primato della pericolosità delle merci messe in vendita sul mercato, che penalizza le famiglie più povere e che dimostra come il sistema italiano sia ricco di contraddizioni.
Fonti articolo:
(Foto: utente wikicommons Cyclonebill)

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