Ci sono
persone che considerano l'economia solidale, l'agricoltura biologica, la
distribuzione orizzontale della ricchezza, il rispetto dell'ambiente e la
sostenibilità come un ritorno al passato e ai vecchi valori.
Queste
pratiche invece, oltre a essere relativamente recenti, hanno il pregio di
proiettarci, grazie a internet e alle nuove tecnologie, in una dimensione dove
il benessere collettivo è possibile, esiste un'economia sana, basata sulla
collaborazione reciproca, sulla qualità dei prodotti, sull'equa retribuzione
della ricchezza e sul rispetto dell'ambiente in cui viviamo.
I Gas
rappresentano queste realtà e situazioni molto diverse tra loro. In tanti casi,
partono da realtà aggregative o associative, come le Acli, le parrocchie, le
chiese evangeliche, ecc. La base esiste quindi prima della costituzione del
Gas, insieme a una serie di comportamenti, valori e tendenze alla solidarietà.
Per esempio, su queste basi si può decidere che un 10% della spesa sia
destinata ai meno abbienti. Nonostante queste basi che caratterizzano tanti
Gas, le difformità non sono trascurabili. Ci sono Gas che hanno fra i propri
associati anche i produttori, mentre altri sono di parere opposto, ritenendo
questo fatto corrispondente a un conflitto di interessi.
Ci sono Gas
evoluti sotto l’aspetto dell’attenzione ai valori etici, come il rispetto della
manodopera, l’assenza di lavoratori in nero, ecc. Altri sono meno rigorosi da
questo punto di vista.
Un altro
valore che caratterizza molti Gas è relativo al rispetto dell’ambiente in
contrasto al diffuso inquinamento che caratterizza vaste zone del Meridione.
Un contributo
fondamentale alla diffusione dei GAS lo stanno dando, i fondatori della
cooperativa “UCS Economia Solidale” di Trinitapoli (provincia di
Barletta-Andria-Trani) che si occupa di mettere in relazione i piccoli
produttori locali con i consumatori, i titolari di aziende agricole pugliesi
(ma anche campane) con i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) spesso appartenenti
alle chiese evangeliche, cattoliche, carismatiche o catecumenali ma anche
associazioni laiche.
Invitalia con
Smart&Start ha creduto nel progetto di un gruppo di giovani pugliesi che
hanno dato vita, grazie alla formazione personale e alle precedenti esperienze
sul campo, ad una piattaforma informatica (che è anche un’applicazione
scaricabile da smartphone) che consente ai consumatori di fare acquisti,
singolarmente o collettivamente e ai produttori di valorizzare il loro marchio,
il loro territorio e contare su una rete di clienti soddisfatti.
Attraverso la
piattaforma, gratuita per i consumatori, si fanno gli ordini, si paga e si
garantisce al produttore locale una “vetrina” di tutto rispetto e una “certificazione
di qualità partecipata” che gli consentirà poi di vendere i suoi prodotti al
giusto prezzo e magari dare un lavoro onesto ai braccianti agricoli.
I contadini
dunque, sfruttati da sempre perché spesso isolati gli uni dagli altri, grazie
alle nuove tecnologie, possono non solo cominciare a vendere a un prezzo equo,
ma operare nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori stessi.
La rete dei
Gas di Puglia e Campania ha aderito con entusiasmo al progetto e anche i GAL
hanno offerto un supporto di tipo promozionale e logistico, attraverso il
progetto “Corto Circuito”.
Perché, come
ci ha spiegato Michele Uva, presidente della rete GAS Puglia: “L’obiettivo
finale di una comunità cristiana solidale è creare nuovi posti di lavoro:
perché se il GAS fattura molto, può chiedere alla Cooperativa di assumere il
suo coordinatore e se un produttore fattura molto, lui stesso può offrire
lavoro a più persone o magari investire sul territorio e sull’ambiente”.
Il sito www.naturasolidale.it sarà presentato i primi di
maggio in vari comuni pugliesi, tra cui Barletta (2 maggio), Margherita di
Savoia (16 maggio), Taranto (10 maggio) e Bari (17 maggio).
Poi sarà la
volta di Campania e Calabria, ma non è escluso che il progetto potrà estendersi
in futuro anche al Nord Italia.
Comunicato
Stampa Rete GAS Puglia

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