Energia alternativa in tutti i sensi! Queste 5 fonti di energia non ve le sareste mai immaginate...
Il sole, il vento, l’acqua, ma perché no, anche il caffè, o perfino la forza umana: la nostra specie si sta ingegnando per studiare ogni giorno nuovi modi di produrre energia, e non solo perché un domani, probabilmente, le riserve attuali non saranno più sufficienti; ma anche perché il pianeta, lo sapete, ha bisogno di energia che sia pulita, che non lo inquini ancora di più e che magari, al tempo stesso, possa riciclare in maniera intelligente ciò che ora (apparentemente) non ci serve.
E siccome la mente umana è impareggiabile, al punto che la realtà supera quasi sempre la fantasia, ecco una classifica dei 5 modi più bizzarri e impensati di produrre energia alternativafinora sperimentati e brevettati in tutto il mondo!
1 – Al primo posto c’è sicuramente il gas più improbabile che si possa immaginare: quello prodotto dal “lato B” delle mucche, specie dopo pranzo! Non per niente i primi a pensarci sono stati i ricercatori argentini, che hanno quantificato il gas metano prodotto da un singolo esemplare: fino a 35 metri cubi! Per raccoglierlo, gli scienziati hanno ideato una specie di zaino da applicare sul dorso della mucca: sembra un bombolone di plastica, e che risultati! Areare il locale prima di soggiornarvi.
2 – Al secondo posto mettiamo i fondi del caffè, che a quanto pare non servono solo per leggere il futuro (?) ma possono essere anche un ottimo combustibile, almeno secondo i ricercatori americani del Nevada, che hanno rilevato la presenza di olio sottoforma di biodiesel. La quantità di caffè prodotta e scambiata nel mondo è altissima, di certo non ne manca; solo Starbucks potrebbe generare 90mila tonnellate all’anno di combustibile, e oltre al titolo di re del coffee timeguadagnerebbe anche la carica di re dell’energia!
3 – Medaglia di bronzo per un altro rifiuto improbabile ma tanto, tanto naturale: l’urina! Potassio, cloruro, ammoniaca, bilirubina sono solo alcuni dei tanti componenti chimici contenuti nella nostra preziosa pipì: chissà cosa si può combinare facendo qualche esperimento. Se ne stanno occupando i ricercatori britannici, e non disdegnano una provetta nemmeno alla Nasa. Qualcuno di voi si offre di fornirgli un campione?
4 – Per conoscere il quarto posto guardate per terra: li vedete, i vostri piedi? Anche loro sono produttori di energia, e anche tanta, visto che sono in grado, per esempio, di mantenere acceso e illuminato il pavimento della discoteca “Watt” di Rotterdam (che nome originale!) o perfino una stazione della metropolitana di Londra, dotata di un pavimento ad attuatori idraulici che cattura e ricicla la forza di ogni passo umano che lo calpesta. E cammina, cammina, cammina, si finisce col produrre energia cinetica. Chissà che i migliori ballerini tra voi non possano un giorno assicurare i loro piedini energetici.
5 – E dopo i piedi, salite più su, fino alle ginocchia, che quando roteano sui pedali di unabicicletta, producono energia. Tanto da alimentare il palco e le casse di un concerto: parola dei Tete de Bois, musicisti romani che hanno suonato al porto di Bari il 20 settembre davanti a 90 ciclisti, che pedalando hanno prodotto con le loro dinamo ben 9 kw, e intanto ascoltavano “Goodbike”, il primo concerto musicale a impatto zero in Italia. L’idea del “palco a pedali”, prima di sbarcare in Puglia, era già stata sperimentata con successo in Svezia, Australia e Danimarca. Un laboratorio di energia verde en plein air, che sfrutta la forza motrice dei tanti appassionati di bicicletta: ciascuno può produrre fino a 12 volt. Hai voluto l’energia, ora pedala!
Marina Piconese

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