giovedì 7 aprile 2016

Conosciamo il Mirto, le sue proprietà...ed il famoso liquore!

Il "Mirto Di Sardegna" non è solo un liquore, ma una bellissima pianta, che tra l'altro troviamo non solo in Sardegna ma in tutta l'Italia mediterranea.


Conosciamolo più da vicino con l'aiuto di Francesco e Roberta di AmiciDellOrtodue, che ci spiegano come è fatta la pianta di Mirto, quali sono le proprietà delle sue foglie, dei fiori e dei frutti, e come preparare un fantastico Liquore al Mirto di Sardegna!
Il Mirto (Myrtus communis) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Myrtaceae. Ha portamento eretto ed è molto ramoso. Gli individui vetusti raggiungono i 3 m di altezza.

[...]
Il frutto è una bacca di 6-10 x 6-8 mm, da ellissoide a sub-globosa, sormontata dai residui del calice, glabra, di un intenso nero-azzurro e cosparsa di pruinosità bianco-azzurrognola.

Si tratta di una specie particolarmente variabile, di cui sono state descritte molte sottospecie e varietà che però non presentano caratteri morfologici sufficientemente stabili da permettere un loro riconoscimento.

Quando si parla di MIRTO viene a tutti in mente la Sardegna, dove, in effetti, questa pianta è particolarmente presente e valorizzata, rispetto ad altre regioni. È comunque un arbusto diffuso in gran parte dell’Italia mediterranea (dai 0 ai 500 m s.l.m.), di cui ne costituisce la macchia mediterranea e la gariga costiera.

Del Mirto si consumano le foglie (periodo balsamico giugno), i fiori (la fioritura avviene durante l'estate) e le bacche (che maturano da Settembre e persistono sulla pianta sino a Dicembre-Gennaio, quando solitamente si raccolgono).
E FOGLIE:
  • Una volta secche si possono tritare ed usare come polverina per aromatizzare gli alimenti;
  • Sia fresche che secche si possono usare per fare tisane e decotti;
  • Usate come decotti sono un valido aiuto per raffreddori, bronchiti  e infiammazioni generali delle vie respiratorie. Si può aggiungere una foglia di alloro che ne intensifica l'effetto, soprattutto in caso di febbre;
  • Usate in infusione diventano un astringente intestinale ed antiemorragico;
  • I rami interi si possono usare su vassoi (se di sughero è meglio) per adagiarvi arrosti e formaggi.
LE BACCHE:
  • Possono essere usate, sia fresche che secche per fare ottime tisane e decotti. Colorano la tazza di un leggero viola, molto scuro. Prima di metterle in infusione è necessario pestarle per aprirle. Io uso un pestacarne su un tagliere di legno.
  • Sono buone per la digestione e fenomeni di reflusso ed anche per raffreddori e febbre, alla stregua delle foglie;
  • Essiccate, private dei semi e tritate, vengono polverizzate ed utilizzate per aromatizzare piatti di carne e ripieni;
  • Appena colte sono utilizzate per il confezionamento di marmellate di mirto o a base di mirto, nel secondo caso in associazione con altra frutta e scorze di agrumi.
I FIORI:
  • I fiori hanno un aroma molto forte ed intenso ed andrebbero miscelati ad altri alimenti, come ad esempio la ricotta o creme da mettere su crostini. Si possono aromatizzare olio ed aceto.
  • "Molto forte ed intenso" significa che potrebbero nauseare, per quanto è spiccato il loro aroma.
  • Nel medioevo, con i fiori si preparava L'ACQUA DEGLI ANGELI, per un  impiego fitocosmetico e di profumeria, avendo questi spiccate proprietà tonificanti ed astringenti per la pelle.
  • Ed è con le bacche che si prepara il famoso Mirto di Sardegna, il liquore di mirto. Vediamo come prepararlo in casa, con l'aiuto di questa ricetta:
    Le bacche si mettono in una ciotola piena di acqua per il risciacquo e si versano nel contenitore destinato all'infusione, per la preparazione del LIQUORE DI MIRTO.

    Quello che vi descriverò, oggi ed in seguito, è una ricetta che esula dalla prima infusione che avviene solamente immergendo le bacche unicamente in alcool etilico puro al 95%. Non me ne vorranno i puristi degli alcolici fatti in casa!!!

    Questa ricetta prevede una infusione trattata alla stregua delle tinture madri, ovvero infusione di erbe balsamiche che avviene parte in acqua e parte in alcool, in modo da estrarre tutti i componenti diluibili sia in alcool che in acqua.

    L'infusione della foto di sopra è stata fatta in questo modo:

    800 gr di bacche di mirto
    500 cl di alcool etilico 95%
    400 cl acqua

    Il contenitore utilizzato per l'infusione è una pentola a pressione che verrà debitamente chiusa ermeticamente con il suo coperchio. In questo modo si eviterà un'eccessiva perdita di  acqua e alcool tramite evaporazione e si riuscirà più agevolmente a scuotere l'infuso di tanto in tanto, semplicemente agitando la pentola.

    Lasciare in infusione per 40 giorni.

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