martedì 17 maggio 2016

Uso, riuso e riciclo della plastica: la guida completa

Hanno rivoluzionato la società moderna. Vengono impiegate in larga parte per la produzione di contenitori per bevande, film per alimenti, bicchieri, tessuti e fibre sintetiche. Ma come si riciclano le materie plastiche? Viaggio tra le diverse tipologie per un corretto smaltimento degli oggetti che ci circondano.

La straordinaria diffusione della plastica nella nostra vita quotidiana deriva sicuramente dalla capacità di questo materiale di ammorbidirsi con il calore e di adattarsi ad uno stampo nel quale, indurendosi, assume la forma definitiva degli oggetti. Ma com'è fatta la plastica, e perchè è importante riciclarla?
Inizieremo con un po' di storia, per poi addentrarci nelle varie tipologie di plastica e nel modo in cui è meglio riciclarle, fino ad arrivare a consigli pratici su come fare la raccolta differenziata di PET e PVC. Concluderemo con una serie di curiosità sul mondo del riciclo della plastica.
Scarica la guida in formato pdf! 

Cosa sono le materie plastiche, ed i tipi di plastica

Tutte le plastiche sono costituite da macromolecole dette polimeri che sono catene di molecole più piccole, i monomeri. Le materie plastiche sono sostanze artificiali prodotte utilizzando soprattutto petrolio, ma anche gas naturale o carbone e, da qualche anno, pur se in quantitativi limitati, mais e patate.

Esistono molti tipi di plastica
, diverse tra loro per caratteristiche e destinazione d'uso ma tutte ampiamente utilizzate perché resistenti, leggere e facilmente utilizzabili per prodotti in grandi serie e per la conservazione dei cibi.

Le materie plastiche più diffuse sul mercato dei prodotti di consumo sono:
- Il PE, polietilene. A seconda del processo di lavorazione, si presenta sotto forma di sacchetti, bottiglie per latte, flaconi per detergenti, tappi, giocattoli, pellicole e altri imballi.
- Il PP, polipropilene. E' utilizzato per usi diversi: dagli oggetti per l'arredamento ai contenitori per alimenti, dai flaconi per detersivi e prodotti per l'igiene personale, alle moquette, ai mobili da giardino.
- Il PVC, cloruro di polivinile. E' impiegato per la produzione di blister per confezionare prodotti vari, di film, e tubi. È presente anche nelle porte, nelle finestre o nelle pavimentazioni e persino nei teloni per campi da tennis.
- Il PET, polietilentereftalato. Oltre che esser trasformato in fibre sintetiche e nastri per cassette, è utilizzato soprattutto per le bottiglie per le bibite e l'acqua minerale. Questa materia plastica consente di produrre bottiglie molto leggere ed infrangibili.
- Il PS, polistirene. Conosciuto come polistirolo, si trasforma in vaschette per alimenti, posate e piatti. Quando viene espanso serve per produrre imballaggi di protezione e per isolamento termico delle pareti nelle abitazioni.

Un po' di storia: la rivoluzione della plastica

L'industria delle plastiche si è sviluppata a partire dal 1907 quando il chimico belga Leo Baekeland realizzò la bakelite. Utilizzando prodotti sintetici (fenolo e formaldeide), lo scienziato aveva creato la prima vera plastica.
Ma è nel 1931 che ha inizio la produzione di PVC e, dopo la scoperta del Polietilene, è la volta del Polipropilene. Ad inventarlo fu un italiano, Giulio Natta, che nel 1963, per questa scoperta, fu premiato con il Premio Nobel.

La plastica è poi entrata nella vita quotidiana
 come sinonimo di modernità, praticità, consumo. Una vera e propria rivoluzione dell'universo domestico.
Dall'arredamento alle componenti elettroniche fino alla produzione di oggetti di ogni genere con forme sempre più fantasiose, la plastica incide ormai sensibilmente sul nostro vivere quotidiano ed è entrata a far parte della nostra estetica grazie alla sua versatilità in termini di linea e colore.
Un materiale che ha avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione del nostro gusto rispetto alla forma e al design, considerando che, in certi casi, è entrato a far parte dei pezzi pregiati dei musei di Arte Moderna.

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