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martedì 9 giugno 2015

Expo 2015: come combattere le malattie 'da cibo'

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutt*: un'alimentazione sana è una garanzia contro parecchie malattie. Eppure a commettere errori a tavola sono ancora ben 17 milioni di italiani, che mangiano troppo o troppo poco o scelgono il cibo in maniera sbagliata. 
Tutto ciò comporta diabete, disturbi del comportamento alimentare, intossicazioni e in genere tutta una serie di malattie legate a problematiche nutrizionali che comportano a loro volta un costo sanitario non inferiore ai 30 miliardi di euro all'anno, di cui circa 2,5 miliardi sono da collegare a sovrappeso e obesità, al netto della spesa ospedaliera (e si pensi che in termini di aggravio economico a livello mondiale, la sola obesità si colloca al terzo posto dopo il fumo di sigaretta e guerre/terrorismo).
È quanto emerge dal rapporto: "Manifesto delle criticità in Nutrizione Clinica e Preventiva per il quadriennio 2015-2018", patrocinato dal Padiglione Italia di EXPO 2015, elaborato e sottoscritto da 19 Società Scientifiche, 12 Università, 6 Fondazioni e Centri di Ricerca e 5 Associazioni di cittadini e pazienti.
Una vera e propria "maxi-alleanza multidisciplinare", come la definisce Lucio Lucchin, Past President ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, e promotore del Manifesto, auspicando un cambiamento e un maggior investimento in prevenzione che possa ridurre le spese sanitarie.
"In Italia la prevenzione è pari a circa il 4,2% della spesa sanitaria (Agenas 2013), a fronte del 5% stabilito nel Patto della Salute 2010-2012", sottolinea Elena Alonzo della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti).
Sovrappeso e obesità; diabete di tipo 2; malnutrizione calorico-proteica; sarcopenia (perdita di massa muscolare); disturbi della nutrizione e dell'alimentazione; nutrizione artificiale domiciliare; comportamenti nutrizionali a rischio; tossinfezioni alimentari; carenze nutrizionali; nutraceutica: sono le10 criticità individuate nel Manifesto che vuole informare e far riflettere cittadini e opinione pubblica sulle malattie "da cibo" e scuotere così le Istituzioni sollecitandole all'azione e indicando loro la strada da percorrere.

poster consigli prevenzione cibo
"Nel Manifesto - spiega Lucchin - abbiamo fatto una miscellanea di proposte sostenibili di intervento dal punto di vista dell'informazione, della comunicazione, dell'educazione, del welfare, della cultura e dell'eco-sostenibilità".
Così, dall'inserimento dalla nutrizione clinica nei piani formativi del medico alla definizione dei ruoli delle varie (e troppe) figure professionali, da un miglioramento dell'organizzazione strutturale pubblica all'inserimento dell'educazione alimentare nelle scuole, da un miglioramento dell'integrazione ambiente-salute alla creazione di una task force di specialisti del settore che contrasti l'emissione di messaggi scorretti e fuorvianti sui media, sono sei le priorità su cui iniziare a concentrarsi individuate dal documento.
Insomma, "nutrire l'individuo" dovrebbe essere lo scopo principale del cibo, così come più efficaci dovrebbero essere i modelli d'intervento, sia preventivo e terapeutico che di pianificazione agro-alimentare. E intanto noi nel nostro piccolo non dovremmo dimenticarci delle specifiche caratteristiche dei singoli alimenti, tutti quelli che sono la base incondizionata di una dieta sana corretta.
Germana Carillo
Fonte Green Me

mercoledì 3 giugno 2015

Expo 2015, Vandana Shiva: nuovi semi e biologico contro le multinazionali

Vandana Shiva torna a Expo 2015 per inaugurare il Padiglione del Biologico nel Parco della Biodiversità e il Forum Internazionale del Biologico. Un passo in più per dire stop allo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali del Pianeta. Ad Expo 2015 la voce della scienziata ed ecologista indiana va controcorrente.

E' così che il mondo del biologico si contrappone allo strapotere delle multinazionali alimentari, che come ha affermato la stessa Vandana Shiva, a Expo 2015 nutrono loro stesse, non il Pianeta. Sabato 16 maggio Vandana ha presentato gli 8 passi strategic9i dell'agricoltura biologica, che rientrano nella visione ambientale ed ecologica del Manifesto Terra Viva.
Per salvare il Pianeta bisogna ripartire dai semi, dal rispetto della terra e di chi la lavora, da un'agricoltura pulita, davvero rispettosa dell'ambiente e della salute, priva di pesticidi e di Ogm. Il Forum del Biologico nasce inoltre per dare una risposta a quello che dovrebbe essere il tema centrale di Expo 2015, Nutrire il Pianeta. La clausola per partecipare ad Expo era quella di dare il proprio contributo alla sostenibilità alimentare, ma pare che non tutti i Paesi presenti con i loro padiglioni se ne siano ricordati. Ecco allora che il movimento del biologico e che il Manifesto Terra Viva di Vandana Shiva nascono per dare un forte contributo a questo tema.
L'inaugurazione del Forum del Biologico è stata accompagnata dalla semina, alla presenza di Vandana Shiva e delle Donne in Campo della Confederazione Italiana Agricoltura (Cia). Per sottolineare l'importanza del ruolo delle donne nell'agricoltura e nell'alimentazione, Vandana Shiva ha piantato nel parco della Biodiversità di Expo semi locali e tradizionali di okra, zucca e melone.
In questa occasione Vandana Shiva ha sottolineato l'importanza dell'agricoltura biologica come pratica di produzione alimentare sostenibile e rispettosa dell'ambiente, fondamentale per restituire fertilità al suolo.
"La scelta dell'agricoltura biologica è il primo indispensabile passo per restituire fertilità al suolo. E il suo sviluppo, su scala mondiale, è necessario dare avvio concretamente a una nuova economia circolare" – ha affermato Vandana Shiva ad Expo 2015 - "Dal Manifesto emergono almeno nove assi strategici che rafforzano l'appello verso il biologico. Un appello che deve partire anche da Expo".
L'attivista ed ecologista indiana ha aggiunto che l'agricoltura biologica può fornire risposte assolutamente necessarie al cambiamento climatico in atto, restituendo fertilità ai suoli, immagazzinando i gas serra che stanno distruggendo non solo il Pianeta ma soprattutto la sopravvivenza delle nostre culture e forse della stessa umanità.
vandana shiva parco biodiversita
vandana semina expo
Biologico significa soprattutto biodiversità delle colture e dei semi, un forziere di opportunità per fare fronte al cambiamento climatico globale. Biologico significa lavoro nelle campagne, e lavoro creativo per i giovani, in antitesi all'agricoltura industriale. E significa agricoltura familiare, valorizzazione dei territori, riconoscimento del ruolo delle donne nella produzione e nella preparazione del cibo, come si evince dalle parole di Vandana Shiva.
Guarda il video della nostra intervista a Vandana Shiva ad Expo 2015.
Il Padiglione del Biologico, nel Parco della Biodiversità, rappresenta l'unica area di Expo 2015 dedicata all'agricoltura biologica. Il Forum del Biologico è nato per riunire le organizzazioni e le realtà ambientaliste con l'intenzione di dimostrare ai cittadini e alla politica che il modello agricolo e alimentare dell'agricoltura biologica rappresenta un'innovazione in grado di rispondere alla sfida sull'alimentazione lanciata dall'Esposizione Universale. Il Parco della Biodiversità si apre come una grande area verde di 8500 metri quadrati, che arriva fino alla Porta Est di Expo, nella quale si può passeggiare tra alberi piante e campi che mostrano i diversi esempi di coltivazione nella agrobiodiversità italiana: attraversare il parco è come visitare e vedere tutta insieme la "fattoria biologica italiana", le terre naturali e le colture delle grandi eco-zone del paesaggio italiano, dalla montagna alpina alla grande Pianura Padana, dall'area appenninica fino alle pianure e alle coste mediterranee, trecento specie di piante, tutte realizzate con i canoni della coltivazione biologica   Marta Albè

mercoledì 13 maggio 2015

Expo 2015: il cluster Bio-Mediterraneo è un flop.

La Sicilia sospende le attività del Cluster Bio-Mediterraneo ad Expo 2015 per motivi di sicurezza e per condizioni non adeguate.
Che il padiglione fosse 'problematico', per usare un eufemismo, ce ne eravamo accorti sin dai primissimi giorni dell'Esposizione. Soprattutto il 03 Maggio, quando ha piovuto incessantemente per tutto il giorno e sono emersi con prepetonza i pesanti i limiti della precaria copertura della piazza.
Nessuna visibilità per il cluster, nessuna segnaletica (problema che, a onor del vero, riguarda un po' tutte le aree periferiche dell'Expo, soprattutto quelle). Niente pulizia e niente Internet. Così Dario Cartabellotta, dirigente siciliano del Cluster, ha annunciato la sospensione di ogni attività, almeno finché non sarà garantita la sicurezza dei lavoratori e dei visitatori. Effettivamente, quando siamo andati a visitarlo, la sporcizia regnava sovrana.
expo biomed2 cover greenme
Evidente anche le difficoltà di raggiungere il Padiglione, in una zona decentrata rispetto al decumano e non segnalata. Gli unici visitatori che abbiamo incrociato erano i bambini delle scuole nei tour guidati che evidentemente non portano solo da McDonald's per il gelato gratis. Insomma, un padiglione sfortunato e dimenticato. Ma non tutto è stato negativo.
Ciò che ci ha favorevolmente impressionato, oltre ai bambini intenti assaggiare i sapori mediterranei, è stato l'ottimismo degli operatori, tipico dei siciliani DOC, che hanno investito tempo e fatica nell'Expo, nonostante le difficoltà, cimentandosi in prima persona nelle pulizie degli spazi.
bimbi pizza

expo biomed3
expobomed4
Sono molte, infatti, le imprese siciliane che hanno aspettato questo momento per mettere in mostra i propri prodotti e far conoscere al mondo i nostri sapori. E, infatti, non a caso, nel nostro video girato appena due giorni prima della chiusura, il mastro Francesco Vescera, dell'azienda F.lli Vescera di Carlentini, produttrice di pane con gli antichi grani di Sicilia, parla di questa opportunità con estremo entusiasmo, guardando avanti nonostante le evidenti difficoltà. 
Peccato però che poi la buona volontà e l'ottimismo non bastano quando si è investito tempo e soldi.

lunedì 27 aprile 2015

Expo 2015: non e' una fiera per vegetariani ?

Expo, cosa c'è nel piatto? Come se non bastassero Coca Cola e McDonald's come sponsor ufficiali, Expo 2015, vero e proprio paradiso per le multinazionali che odiano persino la pizza, potrebbe rivelarsi un incubo per vegetariani, vegani e animalisti. Carne di coccodrillo, scorpioni, pesce palla, insetti e porceddu sono solo alcuni dei cibi disponibili per l'esposizione o per la degustazione all'interno dell'esposizione universale.
Mancano 9 giorni all'apertura della fiera. E per la prima volta in Italia proprio a Milano potrà essere consumato a tavola il pesce palla, grazie ad una speciale deroga accordata al Giappone che sta per essere concessa anche al coccodrillo, per il quale si è mosso lo Zimbawe. Sono invece già sbarcati a Milano dalla Thailandia scorpioni ricoperti di cioccolato, larve giganti, termiti disidratate, vodka allo scorpione e cavallette, mentre altri insetti dovrebbero arrivare da Vietnam e Birmania, dove sono abitualmente consumati.
E non finisce qui. Dal vino di serpente che si beve in Cina e in Vietnam, ottenuto mettendo in un infuso alcol e il corpo intero del rettile, che pare sia un ottimo ricostituente, fino ai cioccolatini di grilli e di larve presenti per la prima volta in Italia grazie ad una deroga speciale per l'appuntamento di Milano. E' quanto emerge dal primo studio sull''Expo nel piatto' della Coldiretti, che ha esposto alcune inquietanti curiosità provenienti da diverse parti del mondo.
All'Expo - sottolinea la Coldiretti - sarà sicuramente vietata la carne di cane e non potranno essere serviti neanche i datteri di mare, iscritti tra le specie protette, ma i più coraggiosi potranno fare, solo all'interno dell'area espositiva, esperienze uniche con cibi fino ad ora vietati in Italia. Il trasporto è blindato con imballi piombati, aperti solo nei capannoni autorizzati sotto l'occhio di tecnici ministeriali e delle Asl mentre il cibo che avanza dovrà essere distrutto e incenerito.
Il pesce palla, che è stato il primo cibo vietato ad essere autorizzato, è un piatto molto costoso che in giapponese si chiama fugu e che necessita di un'accurata e delicata preparazione per eliminare il pericoloso veleno. Del pesce palla si mangia il preziosissimo filetto crudo, preparato come sashimi mentre le altre parti possono essere usate per la zuppa e la pinna si mangia abbrustolita sul carbone e poi immersa nel sakè caldo.
Anche per il coccodrillo la strada è spianata, perché si tratta di un rettile comunemente consumato in molti continenti, dall'Asia all'Africa fino alle Americhe. Inoltre l'Unione Europea non proibisce l'importazione di carni di rettile e il coccodrillo si commercializzata già in alcuni Paesi europei, come il Belgio. Gli insetti dovrebbero trovare posto all'Expo nel Future Food District, il Supermercato del Futuro di Expo.
maialetto elmas
E per l'Italia? Dopo 3 anni e 5 mesi di blocco totale delle esportazioni è stato spedito il primo maialetto precotto fuori dai confini della Sardegna grazie alla deroga speciale sancita dall'intesa tra Ministero della Salute e Regione Sardegna. Era dall'11 novembre del 2011 che il maialetto sardo non varcava i confini dell'isola, quando un decreto dell'Unione europea sospendeva le autorizzazioni all'esportazione di carni suine fresche e insaccate sarde, a causa delle recrudescenza della peste suina africana presente in Sardegna dal lontano 1978. Il "porcheddu" originale sarà gustato in una speciale occasione al "Farmer's Inn" di Campagna Amica nel roof garden del padiglione della Coldiretti.
Poco importa che si tratti solo di un cucciolo: un maialino da latte di 4 o 5 chili di peso o di venti giorni. Però poi consoliamoci col muscolo di grano... "Nutrire il Pianeta", ma con quali cibi? Per citare il professor Franco Berrino, ecco "la grande fiera dei cibi che non fanno bene alla salute". E neanche agli animali. Una fiera figlia di un enorme spreco di denaro e di risorse, che propone cibo che di etico ha ben poco.
Roberta Ragni
Fonte Green Me

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