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giovedì 22 marzo 2018

Legambiente e Altreconomia presentano il dossier: “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua Legambiente e Altreconomia presentano il dossier: “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”

Un giro d’affari stimato di 10 miliardi di euro, con guadagni enormi per le aziende imbottigliatrici
Bocciata la Puglia: continua a far pagare il canone sulla base della superficie concessa e non sui metri cubi di acqua emunta o imbottigliata
Su 62.111.780 litri imbottigliati nel 2016, la Regione ha incassato solo 22.750 euro

Legambiente: “Con un canone minimo di 2 centesimi di euro a litro imbottigliato, la Regione Puglia intascherebbe 1,2 milioni di euro all’anno”


È un bene primario, vitale e da preservare. L’acqua, invece, continua spesso a essere gestita come se fosse proprietà privata a vantaggio di pochi che si assicurano enormi guadagni a discapito di cittadini, dell’ambiente e delle stesse casse statali. Il settore dell’acqua in bottiglia in Italia non conosce crisi: un giro d’affari stimato intorno ai 10 miliardi euro all’anno, con un fatturato per le sole aziende imbottigliatrici che i rapporti di settore stimano in 2,8 miliardi di euro, di cui solo lo 0,6% arriva nelle casse dello Stato. Le aziende infatti pagano canoni che raggiungono al massimo i 2 millesimi di euro al litro (un costo di 250 volte inferiore rispetto al prezzo medio di vendita dell’acqua in bottiglia). In Italia ci sono oltre 260 marchi distribuiti in circa 140 stabilimenti che imbottigliano gli oltre 14 miliardi di litri necessari per garantire l’esorbitante consumo pro-capite nostrano (206 litri annui), che fanno dell’Italia il primo Paese in Europa e il secondo nel mondo (dietro solo al Messico) per consumo di acqua imbottigliata, stando a i dati forniti da Censis.

A riportare l’analisi sul business dell’acqua in bottiglia sono Legambiente e Altreconomia che, in vista della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, presentano il dossier “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”, in cui si riporta la non sostenibilità dell’attuale modello di gestione della risorsa idrica e le carenze strutturali del nostro Paese. Per questo l’associazione ambientalista chiede che la concessione di beni comuni naturali e di pregio venga sottoposta ad attente regole di assegnazione e gestione, nonché a canoni adeguati in modo da evitarne abusi nell’utilizzo e rendite per pochi.

«I dati riportati nel rapporto evidenziano come l’acqua in bottiglia rappresenti ancora oggi un business, in costante aumento negli ultimi anni – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Un affare miliardario che vede da una parte le aziende, a cui vengono concessi canoni a dir poco irrisori per imbottigliare l’acqua, dall’altra gli enti regionali che devono accontentarsi delle briciole. La Regione Puglia per esempio continua a far pagare le società che imbottigliano l’acqua in funzione degli ettari dati in concessione e non sulla base dei metri cubi di acqua emunta o imbottigliata, con un ritorno economico assolutamente irrisorio, nonostante la risorsa alla base del profitto sia un bene comune che appartiene alla collettività. Basterebbe applicare un canone minimo di almeno 20 euro al metro cubo, pari a 2 centesimi di euro al litro imbottigliato, per ottenere introiti maggiori da reinvestire in politiche di tutela e gestione della risorsa idrica e di miglioramento del Servizio Idrico Integrato, ottimizzando la distribuzione dell’acqua potabile nelle nostre case e incentivando l’uso dell’acqua di rubinetto». 

I canoni che le Regioni applicano, con differenze da Regione a Regione, seguono tre criteri in funzione degli ettari in concessione, dei volumi emunti e di quelli imbottigliati: solo 5 Regioni applicano tutti e tre i criteri previsti (Emilia Romagna, Lazio, Molise, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano), mentre nel 62% dei casi le Regioni applicano due canoni su tre. Sono 3 le Regioni che applicano un solo canone, fra cui la Puglia. Eterogenei i prezzi applicati ai canoni di concessione: si passa da un minimo di 21,38 euro per ettaro previsto in Emilia Romagna (che applica però tutti e tre i canoni previsti) ai 130 euro/ettaro previsti in Puglia (che applica invece un solo canone per la concessione, in base agli ettari).

Il dato più interessante riguarda però il canone per i quantitativi imbottigliati, che presentano un valore medio di 1,15 euro/metro cubo, ovvero 1 millesimo di euro al litro. Tra le Regioni che non prevedono nulla per i quantitativi di acqua imbottigliata vi è la Puglia. Se venisse applicata la proposta di Legambiente, i possibili introiti che intascherebbero le casse regionali, a fronte di 62.111.780 litri imbottigliati, sarebbero di 1,2 milioni di euro/anno invece degli attuali 22.750 euro pagati per i 175 ettari dati in concessione.

Nella nostra regione, rispetto al 2014 (anno a cui risale l’ultima indagine di Legambiente sulle acque in bottiglia) resta invariata la modalità di applicazione dei canoni, dove l’unico canone applicato è legato all’estensione per ettaro. Dal 2014 ad oggi la cifra è aumentata passando dai 100 euro/ettaro a 130 euro/ettaro per le concessioni che imbottigliano acque minerali.

PUGLIA
(L.R. 44/75 smi)
CRITERI applicazione CANONI
in funzione:
COSTI
CONCESSIONI
degli ettari
Volumi emunti
Volumi imbottigliati
Euro/ettaro
Euro/mc emunti
Euro/mc imbottigliati
Ettari totali
Numero concessioni
SI
NO
NO
130,00
-
-
175
3

«In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua – conclude Tarantini – vogliamo sensibilizzare i cittadini ad incrementare l’utilizzo dell’acqua di rubinetto rispetto a quella in bottiglia perché è più sicura, basti pensare che in Puglia sono oltre 100 i monitoraggi giornalieri effettuati, ha un costo mille volte inferiore e non produce milioni di tonnellate di bottiglie di plastica che ogni anno vengono disperse in mare e nell’ambiente».


Il dossier è scaricabile al seguente link:




Ufficio stampa Legambiente Puglia

venerdì 13 maggio 2016

COMUNI RINNOVABILI 2016: 39 SONO 100% RINNOVABILI CON 850 MILA IMPIANTI PULITI

Utilizzare solo energia pulita? E’ possibile e in 39 Comuni italiani succede già. Il risultato sono bollette meno care per privati cittadini e imprese che utilizzato il 100% di energia proveniente da fonte rinnovabile.
Il mondo sta cambiando, dunque, e a dirlo è il rapporto “Comuni Rinnovabili 2016” di Legambiente presentato a Roma.

In 10 anni la crescita delle fonti rinnovabili ha portato il contributo rispetto ai consumi dal 15 al 35,5%, grazie a un modello di produzione distribuito nel territorio con oltre 850mila impianti diffusi da Nord a Sud, dalle aree interne alle grandi città. Ciò ha permesso un aumento della produzione pulita di 57,1 TWh, mentre il numero di Comuni in cui è installato almeno un impianto da fonti rinnovabili è passato da 356 a 8047. In 2.660 Comuni l’energia elettrica pulita prodotta supera quella consumata, si legge nel rapporto.

Tra i comuni virtuosi ci sono quest’anno, Val di Vizze in provincia di Bolzano, che ha raggiunto il traguardo del 100% rinnovabile grazie a cinque tecnologie sostenibili e San Lorenzo Bellizzi in provincia di Cosenza, a cui va il premio "Buona Pratica".
Il piccolo comune nel cuore del Pollino dal 2012 utilizza dei terreni, ceduti a titolo gratuito ad alcune cooperative agricole locali, per realizzare 15 Mw di impianti fotovoltaici su serre. Le entrate che ammontano a circa 80mila euro l'anno, vengono ridistribuite alla cittadinanza con l’esenzione della Tasi.
legambiente comuni rinnovabili
Anche i parchi fanno la loro parte, salgono sul podio quelli “rinnovabili”, ovvero il Parco naturale dell’Adamello, il Parco nazionale della Sila, il Parco delle Dolomiti, il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e il Parco Nazionale del Gargano.
L’Italia è il primo Paese al mondo per incidenza del solare rispetto ai consumi elettrici (l’8,1%, pari al fabbisogno di 9,1 milioni di famiglie), davanti a Grecia e Germania, e possiede alcune delle esperienze di innovazione più interessanti a livello mondiale che vedono protagonisti comunità, enti e imprese locali. Nel complesso, nel 2015 attraverso le rinnovabili si è garantito il 35,5% dei consumi elettrici e il 17% di quelli complessivi, si legge. 

Il rapporto traccia poi un’analisi dell’utilizzo del solare, del solare termico,dell’eolico e della geotermia nei vari comuni italiani.
A sfruttare la luce solare ci sono 8047 città con in testa San Bellino (Ro), nel solare termico il primato spetta a Seneghe (Or), con una diffusione di pannelli solari termici in relazione al numero di abitanti pari a 1.955 mq ogni mille abitanti.
850 i comuni dell’eolico, 1275 quelli del mini idroelettrico, 535 della geotermia mentre 3137 quelli delle bioenergie. L’Italia dunque è un paese che può trarre il massimo beneficio con lo sviluppo delle rinnovabili, ma secondo Legambiente bisogna superare ancora dei limiti.
L’incertezza delle procedure è ancora oggi una delle principali barriere in Italia alla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili. Il primo obiettivo concerne la semplificazione degli interventi di piccola taglia, in modo che la realizzazione di un impianto domestico di solare termico e fotovoltaico sui tetti, o di minieolico e geotermia a bassa entalpia, diventi realmente un atto semplice, grazie a informazioni e regole trasparenti, e per questo libero e gratuito. Il secondo obiettivo riguarda, invece, la definizione di criteri trasparenti per gli studi e le valutazioni ambientali.
Dominella Trunfio
Fonte Green Me

martedì 17 giugno 2014

PUGLIA : Campagna sull'orticoltura e il verde urbano di Legambiente

Il Circolo Legambiente di Andria - Thomas Sankara partecipa alla seconda edizione di "ORTI IN FESTA" 

La campagna nazionale sull'orticoltura e il verde urbano. 

La cura del verde urbano è fondamentale per una migliore qualità della vita, l'orto urbano infatti, è uno 
spazio condiviso, che consente ai cittadini di praticare l'autoproduzione di cibo sano e di qualità, ma 
permette anche, di tutelare la biodiversità, di valorizzare il paesaggio urbano, di limitare il rischio di degrado e consumo di suolo e di effettuare scelte più consapevoli che consentono, ad esempio, di rispettare la stagionalità dei prodotti e ridurre lo spreco di cibo. 

La serata prevede visite guidate presso l'area verde "Giardino Mediterraneo", la degustazione di prodotti coltivati nell'orto cittadino e la proiezione del documentario "Alta Murgia - Una Terra Strana" prodotto, 
per l'Ente Parco, da White Fox Communication e diretto da Eugenio Manghi con la collaborazione di Annalisa Losacco e Giuseppe Carlucci; al termine, sarà proclamato il vincitore del concorso fotografico "Phototrekking". 

L'evento si svolgerà Giovedì 19 Giugno 2014 presso il Giardino Mediterraneo - Via G. Grandi nei pressi dello stadio degli Ulivi - Andria (BT) a partire dalle ore 20.00. 

La cittadinanza è invitata a partecipare. 



Legambiente Circolo di Andria - legambienteandria@libero.it 

lunedì 16 giugno 2014

Guida blu 2014: le spiagge piu' belle d'Italia, a 5 vele

Il mare più bello d'Italia è quello di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto. Oggi Legambiente ha reso note le 21 località, 14 marine e 7 lacustri, dove quest'estate sventoleranno le5 vele, il prestigioso riconoscimento che premia per la qualità del turismo, per la gestione sostenibile del territorio, per la salvaguardia del paesaggio e per i servizi offerti nel pieno rispetto dell'ambiente, strizzando l'occhio alla buona tavola. 


Tra le località, lacustri in testa si è piazzata Molveno, in Trentino.
“Le località premiate con le 5 vele da Legambiente rappresentano l’eccellenza dei distretti del nostro territorio costiero – ha detto Angelo Gentili, Responsabile Turismo Legambiente durante la presentazione - La qualità che fa la differenza e che traccia le linee guida di ciò che dovrebbe rappresentare il futuro del nostro comparto turistico, capace di garantire occupazione e rilancio dell’economia. Uno scenario positivo, che riesce a coniugare l’autenticità e l’identità dei luoghi, con la bellezza del mare, delle isole e della costa, puntando a valorizzare la qualità dei servizi e la sostenibilità ambientale”.
Ed ecco quali sono le spiagge e le città che hanno conquistato le 5 vele.

Località marine

In totale sono 14. Il primato spetta, come abbiamo detto, a Castiglione della Pescaia (Gr), seguitio da Pollica-Acciaroli-Pioppi (Sa) e da Posada (Nu), sul podio nella classifica delle località peninsulari e delle isole maggiori. A seguire, in ordine, Ostuni (Br), San Vito Lo Capo (Tp), Vernazza (Sp), Otranto (Le), Melendugno (Le), Baunei (Og), Bosa (Or), Maratea (Pz). New entry 2014 sono Domus De Maria (Ca) e Roccella Jonica (Rc).
1. Castiglione della Pescaia (Gr). Un vero e proprio salto di qualità, che l'ha portata in un solo anno dal quarto al primo posto. Merito della tutela, della valorizzazione dell'ecosistema costiero e della conservazione e la conoscenza dell'habitat dunale e della Pineta litoranea, coinvolgendo scuole, cittadini e turisti. Quest'anno Castiglione è stato riconosciuto Comune Europeo dello Sport 2014 e ha intensificato le attività di vela, ciclismo, trekking, escursionismo.
Castiglione della Pescaia
2. Pollica-Acciaroli-Pioppi (Sa). Ormai una certezza. Merito dell'impegno politico del sindaco Vassallo, ucciso dalla camorra, e di chi sta portando avanti il suo pensiero. Il Comune di Pollica è impegnato da sempre per la riduzione del consumo idrico grazie a un sistema di trattamento delle acque di depurazione. È impegnato.
3. Posada (Nu). Ha perso il primato dello scorso anno ma è la cittadina è comunque impegnata nella tutela e valorizzazione dell'ambiente, come dimostra il progetto di salvaguardia ambientale del sistema costiero, che ha permesso la rinaturalizzazione delle dune su un fronte di 8 km ed il rifacimento del ponte di accesso alla spiaggia di “Su Tiriarzu”.
4. Ostuni (Br). Il paese ha avviato un sistema di gestione ambientale certificato ISO 14001. Ha dato il via, nel Parco Regionale delle Dune Costiere e nell'area naturale di Torre Pozzella, ad una razionalizzazione degli accessi al mare, realizzando un sistema integrato bus+bici e allestendo aree di sosta e parcheggi distanti dalla linea di costa. Ha infine realizzato un Albergabici a servizio del cicloturismo dotato di 20 posti letto, ciclofficina e parcheggio di scambio. Bene anche la differenziata, ormai saldamente sul 65%.
5. San Vito Lo Capo (Tp). Il comune siciliano è impegnato in attività di valorizzazione del patrimonio ambientale per recuperare aree naturalistiche e preservarle. Alcune aree urbane sono state chiuse al traffico mentre le zone a traffico limitato sono sempre più ampie. Il fiore all'occhiello è l'adozione del PUDM: San Vito è l'unico Comune in Sicilia ad averlo adottato-
6. Vernazza (Sp). La Natura qui ha dato il meglio di se e l'uomo sta imparando a valorizzarne e tutelarne la bellezza. Dopo l'alluvione del 2011, il borgo è stato completamente recuperato. Nel 2013, Legambiente e ANCI hanno assegnato il Premio Angelo Vassallo al Comune di Vernazza per improntato la ricostruzione sulla legalità, trasparenza e la tutela del territorio.
7. Otranto (Le). Il Comune ha realizzato un progetto di ciclovie, esteso anche ai comuni limitrofi, per incentivare la mobilità “dolce” e far conoscere alcuni interessanti siti naturalistici. Attenzione anche ai consumi idrici ed energetici.
8. Melendugno (Le). Ancora il leccese. Tutelato da diversi SIC, il litorale pugliese è quello dove con maggior frequenza nidifica la specie di tartaruga “Caretta Caretta". Negli ultimi 15 anni l’amministrazione ha messo in campo politiche per la tutela delle pinete litorali, in particolare della Baia dell'Orsetta e del Fondo Crigni.
9. Baunei (Og). Nell'altopiano di Golgo si apre Su Sterru, la voragine carsica più profonda d'Europa, nei cui pressi si trovano le antiche pozze denominate "As Piscinas". Baunei è riuscita a mantenere incontaminati quasi 40km di costa e un entroterra originale: tra zone dipinte di blu e di verde, è uno dei tratti più belli, aspri e selvaggi del litorale italiano.
10. Bosa (Or). Da anni ha avviato una politica di salvaguardia del territorio costiero con l'inserimento di vaste estensioni nei SIC e ZPS che consegnano così un litorale integro di decine di chilometri tra Bosa e Alghero. Nella costa è stata adottata una politica per la salvaguardia dell’unica specie autoctona di grifone in Italia.
11. Maratea (Pz). Riconferma le 5 vele grazie all'impegno dimostrato per istituire l'area marina protetta Costa di Maratea e alle politiche di sostenibilità ambientale e per la tutela del paesaggio costiero. Al lavoro sull'obiettivo “Perla del Mediterraneo”, un disegno di tutela della biodiversità e di sviluppo sostenibile per i suoi 32 km di costa incontaminata posti al centro del Golfo di Policastro nel Tirreno meridionale.
12. Domus De Maria (Ca). È una new entry del 2014. Il Comune ha in corso la redazione del PUC al PPR e sta lavorando al risanamento e alla riqualificazione del sistema dunale dune di Chia.
13. Roccella Jonica (Rc). Altra new entry 2014. Il comune calabrese ha messo in campo progetti per la tutela e conservazione del territorio, l'abbattimento delle barriere architettoniche per migliorare l’accessibilità negli edifici di proprietà comunale. Ha potenziato la mobilità sostenibile con 8 km di pista ciclabile, con un servizio di bike sharing, numerose aree pedonali e si è dotato di vetture ibride e a gpl per ridurre le emissioni. Nel 2013 ha ottenuto il 75,84% di raccolta differenziata aggiudicandosi il Premio “Start Up”.

Isole minori

Santa Marina Salina (Me) è, invece, la prima classificata tra le isole minori e l'unica isola a raggiungere il traguardo delle 5 vele. S. Marina Salina ha dato un nuovo impulso alla raccolta differenziata, che ha registrato una percentuale di raccolta fra le più alte della Sicilia (30%), e alla riduzione del conferimento in discarica, aderendo al progetto N.O.WA.S.T.E. Il Comune si è fatto inoltre promotore della creazione dell’A.R.O. Salina, un sottosistema di gestione dei rifiuti.
Santa Maria Salina

Ecco la classifica completa:
Classifica delle isole minori
PR
Vele 2014
1)
Santa Marina Salina
ME
5
2)
Carloforte
CI
4
3)
Isola del Giglio
GR
4
4)
Ponza
LT
4
5)
Favignana
TP
4
6)
Isola di Capraia
LI
4
7)
Anacapri
NA
4
8)
Lampedusa e Linosa
AG
4
9)
Leni
ME
4

Località lacustri

Dominio assoluto del Trentino Alto Adige con Molveno (Tn), Appiano sulla strada del vino (Bz) e Fie’ allo Sciliar (Bz) che hanno conquistato l'intero podio delle località lacustri. A seguire Avigliana (To), sul lago di Avigliana Grande, in Piemonte, Tuoro del Trasimeno (Pg) sull’omonimo lago, Massa Marittima (Gr) in Toscana sul lago dell’Accesa, Bellagio (Co) sul lago di Como.
Molveno
Infine il primo posto al miglior comprensorio turistico va al Golfo di Orosei, Ogliastra e Baronia lungo la costa orientale della Sardegna.
Golfo di Orosei
In particolare la Sardegna domina la classifica dei comprensori con ben cinque distretti nella top ten.
Ed ecco la classifica dei comprensori turistici:
Posizione
Classifica dei comprensori turistici
Collocazione geografica
1)
Golfo di Orosei, Ogliastra e Baronia
2)
Maremma Toscana e Laziale
Toscana e Lazio
3)
Sinis e Arburese
Sardegna
4)
Golfo degli angeli
Sardegna
5)
Sulcis Iglesiente
Sardegna
6)
Costa Nord Occidentale e Parco dell’Asinara
Sardegna
7)
Costa del Parco agrario degli Ulivi secolari
Puglia
8)
Cinque Terre e Golfo dei Poeti
Liguria
9)
Isole Egadi
Sicilia
10)
Isole Pelagie
Sicilia
“Le molte località del nostro vademecum, capaci di coniugare l'offerta turistica con scelte innovative in tema di tutela, conservazione e gestione del territorio, di rifiuti, energia e qualità della ricettività, con le loro esperienze di successo dimostrano tutta la competitività, la forza e la bellezza di un turismo sostenibile che non conosce crisi e che può diventare un elemento chiave dell’impresa turistica. Tra le novità di questa edizione oltre a un importante restyling grafico, ci piace, infine, sottolineare il contributo dei testimonial del territorio, che con i loro ricordi, impreziosiscono la guida e fanno scoprire i tanti luoghi, simbolo della grande bellezza del Paese, in maniera autentica e più intima,” ha detto Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.
C'è solo l'imbarazzo della scelta, iniziate a fare le valigie.
Francesca Mancuso
Fonte Green Me

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