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giovedì 22 marzo 2018

Legambiente e Altreconomia presentano il dossier: “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua Legambiente e Altreconomia presentano il dossier: “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”

Un giro d’affari stimato di 10 miliardi di euro, con guadagni enormi per le aziende imbottigliatrici
Bocciata la Puglia: continua a far pagare il canone sulla base della superficie concessa e non sui metri cubi di acqua emunta o imbottigliata
Su 62.111.780 litri imbottigliati nel 2016, la Regione ha incassato solo 22.750 euro

Legambiente: “Con un canone minimo di 2 centesimi di euro a litro imbottigliato, la Regione Puglia intascherebbe 1,2 milioni di euro all’anno”


È un bene primario, vitale e da preservare. L’acqua, invece, continua spesso a essere gestita come se fosse proprietà privata a vantaggio di pochi che si assicurano enormi guadagni a discapito di cittadini, dell’ambiente e delle stesse casse statali. Il settore dell’acqua in bottiglia in Italia non conosce crisi: un giro d’affari stimato intorno ai 10 miliardi euro all’anno, con un fatturato per le sole aziende imbottigliatrici che i rapporti di settore stimano in 2,8 miliardi di euro, di cui solo lo 0,6% arriva nelle casse dello Stato. Le aziende infatti pagano canoni che raggiungono al massimo i 2 millesimi di euro al litro (un costo di 250 volte inferiore rispetto al prezzo medio di vendita dell’acqua in bottiglia). In Italia ci sono oltre 260 marchi distribuiti in circa 140 stabilimenti che imbottigliano gli oltre 14 miliardi di litri necessari per garantire l’esorbitante consumo pro-capite nostrano (206 litri annui), che fanno dell’Italia il primo Paese in Europa e il secondo nel mondo (dietro solo al Messico) per consumo di acqua imbottigliata, stando a i dati forniti da Censis.

A riportare l’analisi sul business dell’acqua in bottiglia sono Legambiente e Altreconomia che, in vista della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, presentano il dossier “Acque in bottiglia. Un’anomalia tutta italiana”, in cui si riporta la non sostenibilità dell’attuale modello di gestione della risorsa idrica e le carenze strutturali del nostro Paese. Per questo l’associazione ambientalista chiede che la concessione di beni comuni naturali e di pregio venga sottoposta ad attente regole di assegnazione e gestione, nonché a canoni adeguati in modo da evitarne abusi nell’utilizzo e rendite per pochi.

«I dati riportati nel rapporto evidenziano come l’acqua in bottiglia rappresenti ancora oggi un business, in costante aumento negli ultimi anni – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – Un affare miliardario che vede da una parte le aziende, a cui vengono concessi canoni a dir poco irrisori per imbottigliare l’acqua, dall’altra gli enti regionali che devono accontentarsi delle briciole. La Regione Puglia per esempio continua a far pagare le società che imbottigliano l’acqua in funzione degli ettari dati in concessione e non sulla base dei metri cubi di acqua emunta o imbottigliata, con un ritorno economico assolutamente irrisorio, nonostante la risorsa alla base del profitto sia un bene comune che appartiene alla collettività. Basterebbe applicare un canone minimo di almeno 20 euro al metro cubo, pari a 2 centesimi di euro al litro imbottigliato, per ottenere introiti maggiori da reinvestire in politiche di tutela e gestione della risorsa idrica e di miglioramento del Servizio Idrico Integrato, ottimizzando la distribuzione dell’acqua potabile nelle nostre case e incentivando l’uso dell’acqua di rubinetto». 

I canoni che le Regioni applicano, con differenze da Regione a Regione, seguono tre criteri in funzione degli ettari in concessione, dei volumi emunti e di quelli imbottigliati: solo 5 Regioni applicano tutti e tre i criteri previsti (Emilia Romagna, Lazio, Molise, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano), mentre nel 62% dei casi le Regioni applicano due canoni su tre. Sono 3 le Regioni che applicano un solo canone, fra cui la Puglia. Eterogenei i prezzi applicati ai canoni di concessione: si passa da un minimo di 21,38 euro per ettaro previsto in Emilia Romagna (che applica però tutti e tre i canoni previsti) ai 130 euro/ettaro previsti in Puglia (che applica invece un solo canone per la concessione, in base agli ettari).

Il dato più interessante riguarda però il canone per i quantitativi imbottigliati, che presentano un valore medio di 1,15 euro/metro cubo, ovvero 1 millesimo di euro al litro. Tra le Regioni che non prevedono nulla per i quantitativi di acqua imbottigliata vi è la Puglia. Se venisse applicata la proposta di Legambiente, i possibili introiti che intascherebbero le casse regionali, a fronte di 62.111.780 litri imbottigliati, sarebbero di 1,2 milioni di euro/anno invece degli attuali 22.750 euro pagati per i 175 ettari dati in concessione.

Nella nostra regione, rispetto al 2014 (anno a cui risale l’ultima indagine di Legambiente sulle acque in bottiglia) resta invariata la modalità di applicazione dei canoni, dove l’unico canone applicato è legato all’estensione per ettaro. Dal 2014 ad oggi la cifra è aumentata passando dai 100 euro/ettaro a 130 euro/ettaro per le concessioni che imbottigliano acque minerali.

PUGLIA
(L.R. 44/75 smi)
CRITERI applicazione CANONI
in funzione:
COSTI
CONCESSIONI
degli ettari
Volumi emunti
Volumi imbottigliati
Euro/ettaro
Euro/mc emunti
Euro/mc imbottigliati
Ettari totali
Numero concessioni
SI
NO
NO
130,00
-
-
175
3

«In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua – conclude Tarantini – vogliamo sensibilizzare i cittadini ad incrementare l’utilizzo dell’acqua di rubinetto rispetto a quella in bottiglia perché è più sicura, basti pensare che in Puglia sono oltre 100 i monitoraggi giornalieri effettuati, ha un costo mille volte inferiore e non produce milioni di tonnellate di bottiglie di plastica che ogni anno vengono disperse in mare e nell’ambiente».


Il dossier è scaricabile al seguente link:




Ufficio stampa Legambiente Puglia

venerdì 23 febbraio 2018

Perché far parte di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale)

Il Gruppo di Acquisto Solidale, nasce dalla volontà di un gruppo di persone di consumare in modo critico e responsabile; convinti che il consumo possa diventare di per sé un atto politico, capace di incidere sul sistema economico e produttivo attuale, ormai insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
Rivendichiamo la necessità di conoscere la filiera produttiva dei prodotti che consumiamo, dalla materia prima alla merce in tutte le sue fasi di trasformazione, in modo da poterne valutare la sostenibilità e non essere più corresponsabili degli enormi costi collettivi (ambientali, sociali, etici) imposti dall’odierno sistema produttivo.
Rivendichiamo la necessità di consumare cibi sani -cioè non dannosi per la nostra salute-, naturali- cioè prodotti rispettandone il più possibile il ciclo naturale-, e locali -cioè prodotti nella zona senza il costo aggiuntivo in termini di inquinamento e prezzo dovuto al trasporto-.
In quest’ottica, come associazione, definiamo alcune regole interne di consumo utili per definire i criteri di acquisto del maggior numero possibile di prodotti:
  • La conoscenza diretta dei produttori ci consente di vedere con i nostri occhi tutta la filiera di produzione, sarebbe opportuno organizzare visite periodiche nelle aziende e coinvolgere il più possibile i produttori informandoli e spiegando la nostra idea di consumo critico e di acquisto etico.
  • Condividere i saperi, le esperienze, il tempo, per instaurare un rapporto di fiducia reciproca, sia fra i membri del gruppo che con i produttori, basata su un rapporto personale anziché sulla logica spersonalizzante del supermarket.
  • Preferire i prodotti locali, coltivati o allevati in zone il più possibili vicine alla nostra area (Camerino, Castelraimondo, Gagliole etc), da piccoli o medi produttori che in genere trovano difficoltà a ritagliarsi un proprio spazio all’interno del mercato tradizionale. Spesso, infatti, le regole del commercio anche nazionale costringono i produttori ad operare scelte di convenienza piuttosto che di qualità dei prodotti, o addirittura ad abbandonare la propria attività perché schiacciati da quelli economicamente più forti e competitivi.
  • Minimizzare i trasporti, al fine di limitare il più possibile il loro effetto inquinante sull’ambiente, senza escludere però la possibilità di acquistare prodotti originari di altre zone, per esempio le arance o il parmigiano, facendo ordini comuni con altri GAS a noi vicini, per ridurre i km percorsi dal prodotto. In questi casi inoltre, non essendo sempre possibile la conoscenza diretta del produttore, potremmo attenerci alle valutazioni dei Gas di quella zona.
  • Acquistare prodotti direttamente dai produttori permetterebbe l’uso di recipienti riutilizzabili, per il trasporto delle merci, consentendo una diminuzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi e dalle confezioni.
  • Privilegiare colture biologiche o biodinamiche come forma di rispetto e tutela dell’ambiente in un’ ottica di sostenibilità presente e futura della produzione agricola, in contrasto con i metodi di coltura agro-industriale, che inquinano, avvelenano, impoveriscono e rendono risorse non rinnovabili anche il terreno e l’acqua. Questo perché:
  • Privilegiare prodotti ecologici che abbiano un minore impatto ambientale nelle varie fasi del ciclo di produzione (ad es. basso consumo di energia, non utilizzo di inquinanti..). Che siano composti di materie prime naturali abbondanti localmente e rinnovabili (ad es. legni non pregiati, fibre naturali, metalli alternativi all’alluminio…). Che siano concepiti non come usa e getta, ma di buona qualità e lunga durata, aggiustabili, riutilizzabili e solo infine di facile e reale riciclo, senza procedimenti di smaltimento ulteriormente inquinanti.
  • Privilegiare prodotti etici e solidali, perché non sfruttano nessuno, non impiegano il lavoro minorile, non sono sottopagati, non richiedono orari e turni di lavoro non rispettosi dei tempi di vita, non risultano dannosi alla salute e non devastano un territorio da un punto di vista ambientale, economico e sociale.
  • Per i prodotti come il tè, il caffè, il cacao, lo zucchero di canna, etc.., non reperibili in loco, i cosiddetti prodotti coloniali, potremmo fare coerentemente riferimento al circuito del Commercio Equo e Solidale, non pretendendo però in tal caso uno sconto per non influire negativamente sull’organizzazione delle botteghe e dei magazzini, e per non danneggiare il lavoro di sensibilizzazione che operano.

mercoledì 7 febbraio 2018

LA DISFIDA DEI CALZONI 2018 – V EDIZIONE


TORNA IL FORMAT IDEATO DAL GASTRONOMO SANDRO ROMANO E ORGANIZZATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “LA COMPAGNIA DELLA LUNGA TAVOLA”, QUEST’ANNO IN PARTNERSHIP CON EATALY BARI

Torna, dopo più di tre anni di pausa, “La Disfida dei calzoni di cipolla”, il format gastronomico ideato dal gastronomo Sandro Romano che, nelle prime quattro edizioni, ha messo a confronto le migliori ricette tradizionali di Puglia di questa particolare preparazione e ha visto trionfare, nell’ordine, le città di Altamura, Molfetta, Gravina in Puglia e Orsara di Puglia.
Il prossimo 13 febbraio la manifestazione riparte con ancor più vigore ed entusiasmo e il teatro di gara sarà Eataly Bari, quest’anno partner della gara, che dedicherà tutto il pomeriggio nei suoi locali ai calzoni di cipolla.
Infatti, a partire dalle ore 17, saranno in vendita, nelle loro ricette tradizionali, i calzoni di cipolla delle città di Bari (2 versioni), Ruvo di Puglia, Acquaviva delle Fonti e Altamura (il pasticcio).
Alle ore 18 si terrà il corso “Il calzone di cipolla tra tradizione e innovazione” aperto al pubblico previa iscrizione sul sito di Eataly Bari, nel quale i docenti Sandro Romano, Vincenzo Dambrosio, Porzia Vitali e Luca Cappelluti insegneranno la preparazione dei calzoni delle città di Altamura, Acquaviva delle Fonti e Ruvo di Puglia.
Alle ore 20 partirà “La Disfida” con due distinte gare, una riservata ai professionisti che dovranno rappresentare la loro città con la ricetta tradizionale, l’altra che vedrà confrontarsi i “foodlovers” dilettanti, i quali potranno far degustare alle giurie le loro personali ricette di famiglia o ricette innovative, iscrivendosi preventivamente sul sito di Eataly Bari.
Le giurie che decreteranno i vincitori saranno formate da:
Sandro Romano – gastronomo, Direttore Oraviaggiando.it e Corrispondente Puglia di Italia a Tavola
Michele D’Agostino – chef e Presidente dell’Unione Regionale Cuochi Puglia
Giacomo Giancaspro – docente IPPSAR Molfetta
Carlo Papagni – Chef e Team manager del Dolmen Culinary Team Bisceglie
Vincenzo Rizzi – gastronomo e giornalista del Corriere del Mezzogiorno
Marco Pascazio – chef e consulente di aziende del settore food
Ornella Mirelli – foodwriter e foodblogger Ammodomio
Antonella Millarte – giornalista e food expert, curatrice della Guida al buon gusto di Puglia e Basilicata
Michele Traversa – giornalista e Direttore LSD Magazine
Annamaria Natalicchio – giornalista Sinestesie Mediterranee
Nicola Pignataro – attore comico e direttore del teatro “Purgatorio”
Ai vincitori delle 2 categorie andrà il Trofeo realizzato in terracotta dall’artista Antonella Imbò.
La “Disfida dei calzoni di cipolla” ha il patrocinio del network Mordi la Puglia e dell'Accademia Italiana Gastronomia e Gastrosofia.
Media partners della manifestazione sono le testate Italia a Tavola, Oraviaggiando.it e LSD Magazine.

PROGRAMMA
·         18:00/20:00 Sala Eatinerari del gusto: Corso “I calzoni di cipolla tra tradizione e innovazione”
·         19:00 Inizio vendita dei calzoni di cipolla ai banchi di Eataly Bari
·         19:30/20:00 Centro congressi: Accredito e consegna dei calzoni e della ricetta scritta
·         20:30 Inizio della Disfida con la presentazione dei calzoni e degustazione da parte delle giurie
·         23:00 - proclamazione della classifica e premiazione dei vincitori




lunedì 7 agosto 2017

I BENEFICI DEL SOLE PER CORPO E ANIMA

Il sole, re dell'estate, e i suoi benefici a livello fisico, mentale e spirituale.
Il sole accompagna la nostra vita. L'apoteosi, certo, è in estate ma in ogni stagione, la sua luce e il suo calore sono indispensabili per la Terra. Dante affermò che «non esiste cosa visibile, in tutto il mondo, più degna del sole di fungere da simbolo di Dio, poiché esso illumina con vita visibile prima se stesso, poi tutti i corpi celesti e terreni» (non è un caso che in ogni civiltà sia sempre stata presente una divinità solare: non solo “maschile” - come Ra, il Dio Sole dell'antico Egitto - ma anche femminile, come la Dea del Sole di Arinna che aveva un ruolo celeste, terrestre e persino sottomarino).
Non molti sanno che - come ben dimostrano alcune animazioni video - tutti i pianeti del nostro sistema solare inseguono il Sole e così facendo creano una danza, una sorta di vortice davvero spettacolare. Perché lo fanno? A livello archetipico e simbolico, la spiegazione è chiara: dona forza, energia; è il simbolo concreto della possibilità di manifestarsi, dell'apertura verso gli altri, della generosità che illumina e riscalda tutti, senza distinzioni e senza chiedere nulla in cambio. E' l'amore che fa sentire al sicuro, consente di dipanare il buio delle paure e di vedere. E' la manifestazione e la realizzazione. I raggi del sole fanno risuonare in noi tutti questi aspetti, consentendo di entrarci in contatto più direttamente.
Il Sole dà ritmo e una luce chiara e calda alle nostre giornate. Uccide i microbi, igienizza i tessuti, consente anche la guarigione: dei benefici dell'esposizione al sole del corpo si sa molto (tra questi: prevenzione e cura del cancro, omeostasi e metabolismo del calcio; cura del diabete, della sclerosi multipla, dell’Alzheimer); come consiglia il dottor Bona è bene esporsi al sole “per tempi brevi e diversi a seconda della propria tipologia di pelle ma senza fare uso di creme solari” per poter trarre tutti i vantaggi possibili, inclusa la stimolazione della produzione di vitamina D. Per chi vuole osare, con tutte le precauzioni e le attenzioni del caso, esiste anche un'antica tecnica, detta del Sun-Gazing: guardare per pochi secondi dritto nel sole (solo se appena sorto o già sulla linea del tramonto) – tutti i giorni – porterebbe, nel giro di nove mesi, un benessere duraturo e profondo su tutti i piani.
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Il sole, una medicina naturale potente e gratuita
Gli effetti positivi sono anche psicologici, per l'anima: il sole – con la luce e il suo calore – invita ad aprirsi, la luce riverberante - per una lunga parte della giornata - aiuta a far chiarezza, spinge a guardarsi dentro e diventa uno stimolo importante al cambiamento anche in casi di depressione. Le ricerche scientifiche confermano che, a tutti, il sole porta una nota aggiuntiva di felicità e maggior disponibilità verso gli altri. Non a caso l'estate è il periodo in cui più facilmente facciamo amicizia e – come sempre quando c'è bel tempo - secondo uno studio dell'Università del Michigan, l'umore migliora e così anche memoria e creatività.
Le tonalità giallo-sole diffuse nell'aria danno un'informazione rivitalizzante, sollecitano in modo positivo il plesso solare: ci sentiamo più forti, più carichi (è anche vero però che se il caldo è troppo il nostro cervello funziona peggio, diventiamo più irritabili e aggressivi: teniamone conto, magari alla fine di una giornata di mare con temperature medio-alte; se dobbiamo studiare, preferiamo le ore della giornata più fresche).
Le considerazioni fin qui fatte sui risvolti psicologici valgono sempre? D'accordo, no, non per tutti. Klimstra e altri psicologi che studiano gli effetti del bel tempo hannodiviso l'umanità in tre tipologie: quelli che amano l'estate (e ne traggono tutti i benefici); quelli che l'estate la odiano (esistono pure loro, a cui piace il freddo e la pioggia) e quelli che odiano la pioggia (sempre scontenti, sia con il bello che con il cattivo tempo).
Voi in quale gruppo vi ritrovate? Comunque sia, buona estate che resta... a tutti!
 Anna Maria Cebrelli
Illustrazione di copertina Brian Whildsmith
Fonte Green Me

martedì 23 maggio 2017

PUGLIA : Tumori, 22mila nuovi casi ogni anno in Regione. Creato comitato di prevenzione

Un intergruppo del Consiglio regionale della Puglia dedicato alla tutela dei diritti dei pazienti onco-ematologici. E’ stato presentato questa mattina in una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, Giuseppe Romano (presidente della Commissione Sanità), Luigi Manca (oncologo e consigliere di Direzione Italia), Luigi D’Ambrosio Lettieri (senatore, rappresentante dell’Integruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”), Anna Maria Mancuso (senatore, presidente di Salute Donna onlus) Giancarlo Ruscitti (direttore del Dipartimento regionale promozione della salute e del benessere), Vito Troiano (responsabile del Dipartimento Donna, Ginecologia Oncologica della Mater dei), Vito Lorusso (direttore U.O.C. Oncologia medica IRCCS Oncologico Bari) e Anna Maria Leone  (sezione barese dell’Alleanza contro il tumore ovarico).
L’intergruppo pugliese, al quale potranno aderire consiglieri di tutti i partiti, ha come obiettivo quello di favorire un dialogo trasparente fra tutti i portatori di interesse dell’universo onco-ematologico e fornire un indirizzo politico alla Giunta rivolto a migliorare i processi di presa in carico e cura dei pazienti. L’Intergruppo andrà ad affiancarsi a quello parlamentare (del quale fanno parte 80 tra deputati e senatori) e a quello della Lombardia già costituito nel 2016. 
Anche questo nuovo Intergruppo consiliare è stato promosso da Salute Donna onlus, un’associazione di pazienti oncologici che da 3 anni, insieme ad altre 14 associazioni di pazienti e a una commissione tecnico-scientifica, porta avanti il progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, che ha come obiettivo primario di contribuire al miglioramento dell’assistenza e della cura dei pazienti oncologici, caratterizzate da ritardi e gravi disparità a livello regionale. 
Peraltro con oltre 162.000 persone vive dopo una diagnosi di cancro e un’incidenza di circa 22.000 nuovi casi l’anno, la Puglia è una Regione che, storicamente, vive sulla propria pelle l’impatto di questa patologia. 
Il presidente Loizzo ha espresso il suo compiacimento per l’iniziativa, sottolineando come la scelta di fondo, nell’ambito del Piano Oncologico recentemente approvato dalla Giunta regionale, di puntare sulle reti è pervasiva delle eccellenze che sono presenti sul territorio, promuovendo le competenze. L’obiettivo è anche quello di ridurre la mobilità passiva. Loizzo ha richiamato anche l’aspetto della prevenzione si cui si sta lavorando con riferimento in particolare agli studi in corso sull’inquinamento ambientale, auspicando che il costituendo intergruppo si faccia promotore anche di iniziative culturali finalizzate all’adozione di corretti stili di vita. 
Anche il presidente della III commissione consiliare Pino Romano ha richiamato la valenza della prevenzione. “Dopo la recente approvazione all’unanimità della legge regionale 107 – ha detto – che ha ridisegnato l’intero percorso della presa in carico istituzionale del paziente, sono due i temi su cui si sta lavorando: quello della cura e quello della ‘non malattia’”. A quest’ultimo proposito ha citato l’esempio della nutrigenomica e di come sia stato dimostrato che la nutrizione adeguata nei primi mesi di vita possa evitare il manifestarsi negli anni successivi di patologie oncologiche. L’attività dell’Intergruppo – ha aggiunto – si misurerà sull’informazione finalizzata alla prevenzione e alle promozione degli stili di vita”. 
Luigi Manca ha evidenziato la necessità che la Regione Puglia si attivi seriamente per ridurre i “viaggi della speranza” e per istituire rapidamente le “breast unit”, cominciando dalla senologia dove vi sono tutti i presupposti per passare successivamente alle altre specialità. Manca ha ricordato anche la mozione presentata sei mesi fa in ordine ai test genetici ancora senza riscontro. Oggi per ottenere questo esame occorrono sette mesi. La Regione deve dare risposte. 
Secondo D’Ambrosio Lettieri il costituendo Intergruppo pugliese deve spingere perchè i caratteri di universalità, equità e solidarietà che contraddistinguono il Servizio sanitario vengano sempre garantiti in coerenza con i LEA, anche nelle Regioni (come la Puglia) che hanno vissuto le restrizioni dei Piani di rientro. 
“Un grande passo in avanti in cui i tecnici dialogano con la Istituzioni”. Così ha definito l’iniziativa odierna Vito Troiano che, tra l’altro, ha auspicato l’allargamento della vaccinazione HPV anche ai ragazzi. 
Vito Lorusso ha sollecitato, nell’ambito del Piano Oncologico regionale, l’attivazione del CORO (Centro Oncologico regionale) cui i pugliesi alle prese con una prima diagnosi di cancro potranno rivolgersi per avere indicazioni chiare e mirate, evitando di precipitarsi subito fuori regione o all’estero. Il direttore dell’ Oncologia medica dell’Oncologico di Bari ha lamentato la carenza di oncologi e infermieri, a fronte di un numero di prestazioni che negli ultimi anni è sensibilmente lievitato. 
“La politica deve comprendere le difficoltà”. Così il direttore Ruscitti con riferimento alle penalizzazioni introdotte dal Piano di rientro. “Siamo nella fase costruens – ha aggiunto – , in particolare con riferimento alle reti cliniche rispetto alle quali la Puglia è fortemente disabituata. Ruscitti ha fatto riferimento anche al fascicolo sanitario introdotto nella sanità pugliese (4° in Italia) con il nuovo Portale della salute e agli studi sulla prevenzione che riguardano le aree di Taranto e Brindisi (per i quali si usufruisce di un finanziamento ministeriale di 8 milioni) per capire il danno ambientale. “Siamo stati falcidiati dal riordino ospedaliero e non abbiamo aiuti dal MEF, ma i risparmi realizzati fino ad ora li stiamo reinvestendo, fermo rimanendo che la popolazione anziana è in aumento: se non cambieranno i parametri ci troveremo in difficoltà”.

mercoledì 4 gennaio 2017

Matrimonio d'inverno: una nuova tendenza?

By Andy Presley






A quanto pare, sempre più sposi scelgono di scambiarsi il si nella stagione più fredda dell'anno. Ma quali sono i fattori che influenzano la scelta di quest'ultima piuttosto che il sole radioso dell'estate?
Sicuramente la magica atmosfera natalizia creata dalle strutture ricettive con alberi illuminati, candele profumate, luminarie esterne, cuscini e tovagliati; le condizioni climatiche potrebbero completare tale atmosfera, con un incantevole sfondo di paesaggi innevati. Ma non è tutto, la fredda stagione permette di servire durante il proprio ricevimento vin brulè e gustose cioccolate calde, ma anche di scegliere mise en place, segnaposti, bomboniere e centrotavola a tema.
La sposa può scegliere i dettagli che completano il proprio abito adeguandosi alla stagione, come eleganti maniche o coprispalle in pizzo, soprabiti e cappelli. E per concludere, è possibile godersi in luna di miele il mare d'inverno delle mete esotiche. Consigliatissimi: originali biscotti a forma di fiocco di neve come segnaposto, sconsigliato: angolo rum e sigari.

Fonte : http://runwaymiranda.blogspot.it/

sabato 5 marzo 2016

INFLUENZA ADDIO, IL PICCO DEL VIRUS È PASSATO

Influenza, siamo quasi fuori “pericolo. L'inverno 2015/2016 è stato piuttosto mite da questo punto di vista. Gli esperti parlano di stagione a bassa intensità, con 2,6 milioni di italiani colpiti. Ma il picco è già stato raggiunto.
Ad analizzare la situazione è stata laSocietà Italiana di Medicina Generale, secondo cui il virus influenzale sta perdendo terreno.
Quanto. Il numero di persone colpitenel nostro paese durante l'ultima settimana di rilevazione è in calo: 342.000 rispetto ai 366.600 del precedente monitoraggio, con un’incidenza pari a 5,7 casi per mille abitanti (nella settimana precedente era di 6,04 per mille).
Anche le visite domiciliari confermano questa tendenza, con una sempre minore richiesta, insieme ai ricoveri in ospedale e ai giorni di malattia. L'unicoaumento registrato è quello relativo alle persone con malattie respiratorieacute: sono 199.800, pari a 3,3 casi ogni mille abitanti.
casi influenza
Dove. L'ultima rilevazione le Regioni a maggior incidenza sono state Marche, Trentino e Piemonte (rispettivamente con 15.76, 11.78 e 9.95 casi per 1000 abitanti). Quelle che invece hanno fatto registrare il minor numero di diagnosi sono state Sicilia, Molise e Sardegna.
“Questa stagione influenzale si caratterizza per la bassa intensità, inferiore a quella degli anni scorsi. E il picco è stato superato. Ogni anno l’influenza rappresenta una sfida per l’organizzazione del sistema sanitario, che ha retto molto bene. La campagna per la vaccinazione e il lavoro dei medici, oltre a una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini, stanno rendendo questa epidemia stagionale priva di particolari criticità” ha detto il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG.
Ricorda il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia che non occorre fare uso di antibiotici sia perché sono inattivi sui virus influenzali e respiratori ma anche perché un uso indiscriminato alla lunga li rende inefficaci, aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri. In ogni caso, deve essere sempre il medico a prescriverli.
Per le banali influenze e il raffreddore meglio ricorrere ai rimedi della nonna.
Francesca Mancuso
Fonte Green Me

giovedì 26 novembre 2015

Olio extravergine: un test rivela i migliori sul mercato

L’olio extravergine di oliva è uno degli alimenti base della dieta mediterranea. La scelta del condimento per eccellenza di ogni italiano rappresenta quindi un dilemma: nei supermercati, si assiste quotidianamente a scene di dubbio e confusione di fronte agli scaffali pieni di bottiglie. Il problema maggiore consiste nel trovare il giusto compromesso tra qualità e prezzo: l’ideale è sempre approfittare di sconti e offerte sui prodotti che si ritengono essere migliori e, per questo, ovviamente più costosi. Tutti quegli oli dai prezzi inabbordabili, che spesso si “spacciano” per biologici e rigorosamente di provenienza italiana, sono però veramente ciò che professano? E i costi elevati sono effettivamente garanzia di qualità?
La rivista Altroconsumo ha deciso di rispondere a queste domande, conducendo un’analisi degli oli più conosciuti in Italia e stilando una classifica grazie a test comparativi, che ha condotto su più di 20 marchi italiani, inclusi gli oli ricavati dagli uliveti contagiati dalla xylella, il batterio causa di non pochi problemi alla regione Puglia. Nelle prossime pagine, la classifica e tutti i dettagli dell’indagine di Altroconsumo>>>

venerdì 23 ottobre 2015

Crowdfunding: l’occasione fa l’uomo… solidale

Il fenomeno del Crowdfunding sta crescendo anche in Italia coinvolgendo privati, aziende ed istituzioni.

Non scopriamo certo oggi che l’unione fa la forza. Tuttavia stiamo assistendo ad utilizzi delle nuove tecnologie sempre più creativi ed aggreganti.
Uno dei fenomeni di successo è il Crowdfunding: in piena e rapida diffusione in tutto il mondo (per una volta anche il sinonimo Italiano – finanziamento collettivo - è altrettanto cool).
A cosa si deve il suo successo? Il Crowdfunding è un sistema aperto a tutti. Ed è proprio questo cocktail di opportunità e meritocrazia il mix vincente: Chiunque può trasformare il proprio sogno in un progetto che, se raccoglie abbastanza fondi, diventa realtà. Niente male, eh?
Inoltre, i progetti godono di una veicolazione immediata attraverso i Social Network, pertanto:
  • E’ più facile raccogliere fondi da più soggetti interessati al medesimo progetto.
  • Vengono a crearsi vere e proprie Community da cui possono nascere nuovi ed ulteriori progetti.
Tra le varie piattaforme di Crowdfunding, segnaliamo l’Italiana  Starteed.
A riprova della crescente attenzione anche in Italia, oggi 12 aprile si tiene il TorinoCrowdfunding. L’evento, che vedrà la partecipazione di esperti, rappresentanti di imprenditori ed istituzioni, occuperà l’intera giornata e si svolgerà in due luoghi distinti della città di Torino con la seguente agenda:
Agenda TorinoCrowdfunding
Se ne avete la possibilità, vi consiglio di vivamente di parteciparvi!
Paolo Fabrizio
Fonte : www.socialmedialife.it

martedì 13 ottobre 2015

RADICCHIO: 10 FACILI RICETTE VEGETARIANE E VEGANE

Siete alla ricerca di ricette vegetariane o vegane adatte all’autunno? Il radicchioè un ingrediente di stagione che potrete scegliere per preparare numerosi piatti da servire come primo o secondo a pranzo e a cena.
Il radicchio è uno degli ortaggi autunnali e invernali con cui possiamo arricchire le nostre tavole. Lo possiamo consumare sia crudo che cotto. Ilradicchio crudo è ottimo tagliato sottilmente nelle insalate, da abbinare ad ingredienti come gherigli di noce e olive.
Potrete anche utilizzare il radicchio come condimento per la pasta, come ingredienti per i risotti e come ripieno, ad esempio per preparare delle ricche lasagne. Se amate il radicchio, sperimentate in cucina e create nuovi piatti, magari ispirandovi alle nostre proposte.
Ecco una raccolta di ricette con il radicchio facili da preparare.

1) Risotto al radicchio rosso con mandorle e mele

Se in cucina vi piace sperimentare nuovi abbinamenti di ingredienti, è il momento di provare la combinazione tra radicchio e mele per preparare unrisotto un po’ diverso dal solito. Questa ricetta richiede di usare le mandorle, in alternativa potrete scegliere le noci. Qui tutte le istruzioni per la preparazione.
ricette radicchio 1 risotto

2) Torta salata vegan al radicchio

Una torta salata vegan al radicchio da arricchire con le patate e i carciofini sott'olio. Per prepararla potrete utilizzare una base di pasta per torte salate, ma sarà ancora meglio se la preparerete in casa con farina, acqua e olio extravergine. Qui la ricetta completa.
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Fonte foto: Vegan Cucina Felice

3) Crepes al forno con radicchio e ricotta

Potrete scegliere il radicchio anche come ingrediente per il ripieno delle crepes fatte in casa. Vi suggeriamo una ricetta vegetariana per preparare le crepes al forno con radicchio e ricotta. Per il ripieno vi serviranno anche noci e parmigiano grattugiato. Qui tutte le istruzioni.
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4) Polpette di quinoa con radicchio e cavolfiore

Radicchio e cavolfiore, ecco due ingredienti utili per preparare le vostre polpette di quinoa in versione autunnale e poi invernale. Qui una ricetta vegetariana. Per la versione vegan potete provare a sostituire l'uovo con una patata lessata e schiacciata, cha vi aiuterà ad assemblare gli ingredienti.
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Fonte foto: Cook Zone

5) Orzotto al radicchio

Un altro ingrediente tipico per preparare l'orzotto è il radicchio rosso, che spesso viene utilizzato nei risotti ma che va benissimo anche in abbinamento all'orzo per preparare un piatto davvero gustoso. Qui la ricetta completa a cui ispirarvi.
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Fonte foto: Agrodolce

6) Lasagne vegan al radicchio e noci

Grazie a questa ricetta imparerete come preparare una besciamella vegan con latte di soia non zuccherato, olio extravergine e farina integrale. Per condire vi serviranno radicchio rosso e noci, con l'aggiunta di pistacchi tritati e semi di sesamo. Qui tutte le istruzioni.
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Fonte foto: Non Solo Veg

7) Gnocchi di zucca al radicchio rosso

Per riscaldare le vostre serate autunnali potrete preparare in casa degli ottimi gnocchi di zucca realizzati da voi da condire con una salsa al radicchio. Il radicchio è ottimo tagliato a striscioline sottili e saltato in padella insieme a olio extravergine e noci. Qui la ricetta da seguire.
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Fonte foto: Alessandra in cucina

8) Torta salata vegetariana al radicchio e noci

Ecco un’altra idea per preparare una torta salata con il radicchio, questa volta in versione vegetariana. Scegliete come ripieno il radicchio rosso da abbinare alle noci e alla panna fresca da cucina. Potrete anche aggiungere erbe aromatiche e spezie per insaporire. Qui la ricetta.
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Fonte foto: Mamma Papera

9) Insalata di radicchio rosso e finocchi

Dal blog Guarire con i Colori, ecco una ricetta per preparare una gustosa insalata a base di finocchi e radicchio rosso, che vi permetterà di godere delle proprietà benefiche di entrambi gli ortaggi. Potrete arricchire la vostra insalata con gherigli di noce, fettine d'arancia e aceto balsamico. Qui la ricetta.
ricette radicchio 9 insalata

10) Pesto al radicchio

Con il radicchio potrete preparare un ottimo pesto fatto in casa. Per due persone vi occorrerà un cespo di radicchio rosso tondo di grandezza media. Ne utilizzerete circa la metà. Lavate il radicchio e tagliate le foglie a striscioline. Frullatele nel mixer aggiungendo olio extravergine a filo, un pizzico di sale e uno di pepe. Unite anche due cucchiai di mandorle pelate e continuate a frullare il tutto. Qui la ricetta suggerita sul nostro Forum.
pesto al radicchio
Marta Albè
Fonte Green Me

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