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venerdì 23 febbraio 2018

Perché far parte di un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale)

Il Gruppo di Acquisto Solidale, nasce dalla volontà di un gruppo di persone di consumare in modo critico e responsabile; convinti che il consumo possa diventare di per sé un atto politico, capace di incidere sul sistema economico e produttivo attuale, ormai insostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
Rivendichiamo la necessità di conoscere la filiera produttiva dei prodotti che consumiamo, dalla materia prima alla merce in tutte le sue fasi di trasformazione, in modo da poterne valutare la sostenibilità e non essere più corresponsabili degli enormi costi collettivi (ambientali, sociali, etici) imposti dall’odierno sistema produttivo.
Rivendichiamo la necessità di consumare cibi sani -cioè non dannosi per la nostra salute-, naturali- cioè prodotti rispettandone il più possibile il ciclo naturale-, e locali -cioè prodotti nella zona senza il costo aggiuntivo in termini di inquinamento e prezzo dovuto al trasporto-.
In quest’ottica, come associazione, definiamo alcune regole interne di consumo utili per definire i criteri di acquisto del maggior numero possibile di prodotti:
  • La conoscenza diretta dei produttori ci consente di vedere con i nostri occhi tutta la filiera di produzione, sarebbe opportuno organizzare visite periodiche nelle aziende e coinvolgere il più possibile i produttori informandoli e spiegando la nostra idea di consumo critico e di acquisto etico.
  • Condividere i saperi, le esperienze, il tempo, per instaurare un rapporto di fiducia reciproca, sia fra i membri del gruppo che con i produttori, basata su un rapporto personale anziché sulla logica spersonalizzante del supermarket.
  • Preferire i prodotti locali, coltivati o allevati in zone il più possibili vicine alla nostra area (Camerino, Castelraimondo, Gagliole etc), da piccoli o medi produttori che in genere trovano difficoltà a ritagliarsi un proprio spazio all’interno del mercato tradizionale. Spesso, infatti, le regole del commercio anche nazionale costringono i produttori ad operare scelte di convenienza piuttosto che di qualità dei prodotti, o addirittura ad abbandonare la propria attività perché schiacciati da quelli economicamente più forti e competitivi.
  • Minimizzare i trasporti, al fine di limitare il più possibile il loro effetto inquinante sull’ambiente, senza escludere però la possibilità di acquistare prodotti originari di altre zone, per esempio le arance o il parmigiano, facendo ordini comuni con altri GAS a noi vicini, per ridurre i km percorsi dal prodotto. In questi casi inoltre, non essendo sempre possibile la conoscenza diretta del produttore, potremmo attenerci alle valutazioni dei Gas di quella zona.
  • Acquistare prodotti direttamente dai produttori permetterebbe l’uso di recipienti riutilizzabili, per il trasporto delle merci, consentendo una diminuzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi e dalle confezioni.
  • Privilegiare colture biologiche o biodinamiche come forma di rispetto e tutela dell’ambiente in un’ ottica di sostenibilità presente e futura della produzione agricola, in contrasto con i metodi di coltura agro-industriale, che inquinano, avvelenano, impoveriscono e rendono risorse non rinnovabili anche il terreno e l’acqua. Questo perché:
  • Privilegiare prodotti ecologici che abbiano un minore impatto ambientale nelle varie fasi del ciclo di produzione (ad es. basso consumo di energia, non utilizzo di inquinanti..). Che siano composti di materie prime naturali abbondanti localmente e rinnovabili (ad es. legni non pregiati, fibre naturali, metalli alternativi all’alluminio…). Che siano concepiti non come usa e getta, ma di buona qualità e lunga durata, aggiustabili, riutilizzabili e solo infine di facile e reale riciclo, senza procedimenti di smaltimento ulteriormente inquinanti.
  • Privilegiare prodotti etici e solidali, perché non sfruttano nessuno, non impiegano il lavoro minorile, non sono sottopagati, non richiedono orari e turni di lavoro non rispettosi dei tempi di vita, non risultano dannosi alla salute e non devastano un territorio da un punto di vista ambientale, economico e sociale.
  • Per i prodotti come il tè, il caffè, il cacao, lo zucchero di canna, etc.., non reperibili in loco, i cosiddetti prodotti coloniali, potremmo fare coerentemente riferimento al circuito del Commercio Equo e Solidale, non pretendendo però in tal caso uno sconto per non influire negativamente sull’organizzazione delle botteghe e dei magazzini, e per non danneggiare il lavoro di sensibilizzazione che operano.

martedì 16 giugno 2015

Crea il tuo GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) !



E' meglio partire da un piccolo gruppo di persone. 
Segui questi semplici consigli che ti aiuteranno a costituire un G.A.S. Grazie all’esperienza di coloro che ne fanno già parte.

Come organizzarsi dunque?



Struttura Associativa


La struttura dei GAS è altamente flessibile e articolata. Nel vasto panorama dei GAS si trovano associazioni riconosciute, associazioni non riconosciute (fra cui numerosi sono i gruppi informali). Se ti interessa effettuare acquisti da produttori locali, a filiera corta e sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale parlane con amici o conoscenti.
Possono essere persone del tuo condominio, oppure famiglie incontrate in parrocchia, ma anche i colleghi di lavoro……
Dopo che hai ottenuto la loro curiosità, non ti resta che ottenere la loro attenzione !



Il primo passo da fare potrebbe essere quello di confrontarsi in gruppo sui propri consumi e bisogni, e quindi su che tipo di prodotti si vogliono acquistare insieme. Inoltre può essere importante stabilire quali criteri seguire nella ricerca dei produttori  ..e non è cosa banale!







Confrontarsi in gruppo sui propri consumi e bisogni


Per lo più i G.A.S. nascono come gruppi informali. Vi basterà scegliere un nominativo che vi distingua. Se invece fate parte di un’associazione già costituita, nesun problema : il G.A.S. si integra tra le attività che già svolgete. 

Dal momento che vi trovate insieme siete già un Team.



Come funzionano i gruppi d'acquisto
Per fortuna siamo in un mondo di biodiversità: non ci sono ricette che valgono in ogni situazione. Ciascun G.A.S. ha le proprie peculiarità e aspetti organizzativi che sono tutti suoi, e spesso in evoluzione.

Per cominciare stabilite cosa acquistare

La prima riunione è finita e siete già a metà dell’opera. Il più è fatto, ma probabilmente rimane ancora qualche dubbio sul come organizzarsi o da chi acquistare.
Come detto non ci sono regole predefinite.
Fare la spesa ( o parte della spesa ) in questo modo può comunque significare ripensare l'organizzazione della propria dispensa.
Qualunque sia la struttura che si decide di adottare, è comunque necessario che la merce acquistata sia accompagnata da fattura !!!! ( intestata di volta in volta a singoli partecipanti del gruppo ) o da scontrino fiscale, per quei produttori che hanno l'obbligo di emettere documenti fiscali al momento della vendita.

I GAS pagano le Tasse !


La Rete GAS Puglia è nata per te !

La Rete GAS puglia ha tra i propri obbiettivi proprio quello del tutoraggio per far nascere altri gas.

Per info, Scrivi a : www.retegaspuglia@libero.it  

Chiedete gentilmente e gratuitamente vi sarà dato !

Visitando il blog di Rete GAS Puglia trovare le informazioni di base. Ma in questi casi un colloquio diretto con GASISTI già attivi è la soluzione più comoda ed efficace. I G.A.S. sono in rete tra loro proprio per scambiarsi informazioni e consigli.

La Rete GAS Puglia, non svolge attività di vendita o intermediazione di prodotti. La sua funzione è quella di catalizzatore di informazioni e esperienze da condividere tra tutti i GAS.


I GAS sono formati e gestiti esclusivamente da consumatori.

Attenzione ai raggiri !!!


lunedì 25 agosto 2014

L'equazione matematica della felicità

Per prevedere la felicità basta un'equazione matematica? I ricercatori dell'University College London (UCL) hanno sviluppato un'equazione che è stata utilizzata per calcolare la felicità di oltre 18 mila persone in tutto il mondo. I risultati hanno dimostrato che la felicità non riguarda soltanto ciò che accade attimo per attimo ma anche se le cose stiano andando meglio rispetto a quanto ci si aspetterebbe.
 
 
La nuova equazione calcola con accuratezza il livello di felicità delle persone in base agli eventi recenti, come i riconoscimenti appena ricevuti o le aspettative legate a una decisione. Gli scienziati hanno evidenziato che le ricchezze accumulate durante l'esperimento non rappresentavano un buon indicatore di felicità.
 
Invece, la felicità del momento dipende dalle aspettative e dai risultati ottenuti in base a scelte e azioni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science, ha investigato le relazioni tra felicità e ricompense in relazione ai processi che interessano il nostro sistema nervoso per quanto riguarda i cambiamnti di stato d'animo. 
 
Gli scienziati ritengono che quantificare gli stati d'animo soggettivi in modo matematico possa aiutare i medici a comprendere meglio i disturbi dell'umore. In particolare riguardo a come l'umore può fluttuare in base a piccoli eventi, ad esempio, le vittorie o le sconfitte nei giochi online.
 
equazione felicita

Sperano inoltre che ciò possa portare ad individuare nuovi trattamenti per coloro che soffrono di disturbi del'umore. Gli esperti dell'UCL per condurre il proprio studio hanno messo a punto la app"The Great Brain Experment". Così hanno fatto in modo che una sola equazione potesse prevedere la felicità di migliaia di persone.

E' emerso che le aspettative hanno un ruolo fondamentale per determinare la felicità, mentre contano molto meno guadagni e ricompense economiche. Strano a dirsi, gli scienziati dichiarano che avere aspettative più basse può portare ad un livello maggiore di felicità. Il motivo è molto semplice: il rischio di rimanere delusi è inferiore e sarà più facile raggiungere i risultati sperati. 
 
Marta Albè
Fonte Green me

giovedì 7 novembre 2013

Coliche neonati: le cause e 8 rimedi

Colichette dei neonati: tutte le sere, alla stessa ora, le coliche gassose dei pupi segnano il panico sui volti di ammutoliti neogenitori. Non serve essere esperti, non serve aver allevato già altri figli, i nipoti o la figliolanza della vicina di casa. No. Già quello con cui la colica si presenta, il ben noto "pianto inconsolabile", la dice lunga. Poco c'è da fare: la colica deve solo passare. 
Sappiate, infatti, che le coliche gassose non sono una patologia cronica. Come sono comparse, così andranno via intorno al 3°-5° mese di vita del bimbo. Intanto nervi saldi e poca ansia.

Le cause delle coliche

Da dove nascono e cosa sono le coliche neonatali? E c'è qualche rimedio per alleviare un po' la sofferenza di quegli adorati cucciolotti (e far dormire in santa pace mamma e papà)?
Il dolore da colica – che si può presentare in uguale misura e senza differenze nei maschietti e nelle femminucce, in chi è allattato al seno e in chi invece prende latte artificiale, nei primogeniti e nei figli successivi – è provocato dalla rapida distensione della parete intestinale dovuta al passaggio di bolle di aria.
Delle cause ancora si sa poco, ma alcune ipotesi distinguono cause organiche e cause comportamentali. Le prime sarebbero ascrivibili a una funzionalità gastrointestinale anomala o a disordini allergici legati al tipo di latte assunto o ai cibi mangiati dalla mamma che allatta. Le secondo sono da collegare a fattori ambientali o a un rapporto madre-figlio da rodare ancora un po' o all'ansia dei neogenitori.
In ogni caso, quella che fa riconoscere il pianto da colichetta è la regola del tre proposta da Morris A. Wessel, un pediatra americano secondo cui il pianto da colica gassosa dura almeno tre ore al giorno, per tre giorni alla settimana, per almeno tre settimane.
Pianto e non solo. Viso rosso e lacrimoni, il bimbo è decisamente agitato, si muove senza trovare una posizione tirando su le gambe, inarcando la schiena e stringendo i pugni.

I rimedi contro le coliche

Innanzitutto non perdete la pazienza. Siate calmi e sereni. È vero, sentire il proprio figlio che piange costantemente è a dir poco snervante e mette a dura prova anche il più serafico degli esseri umani. Ma ricordatevi che i bimbi risentono di qualsiasi stato d'animo dei genitori ed è quindi fondamentaletrasmettere loro tutta la tranquillità possibile. Per lo stesso motivo, se state per toccare il fondo e sentite che le vostre forze sono al limite, chiedete aiuto a chi vi sta più vicino e rilassatevi un po'.
Inoltre, un confronto col pediatra non fa mai male. Sarà lui solo a poter identificare le possibili cause del malessere e, se il bambino è sano, probabilmente gli saranno diagnosticate proprio le coliche.
E i rimedi? Più che altro – senza voler ricorrere a medicinali antimeteoritici la cui efficacia tra l'altro è stata messa in discussione – si tratta di puri e semplici stili comportamenti da adottare col vostro bebè.
1. Le coccole e la ninnananna! Di più e di più... al pupo così avvilito non bastano mai le coccole e scordatevi il concetto secondo cui poi "il bimbo prende il vizio". Ci sarà tempo e modo per fargli capire che non si può stare sempre in braccio, ma ora che ha i dolorini al pancino ha bisogno di coccole e carezze. Se siete stanchi, usate una fascia da neonato e tenetelo un po' a contatto con voi. Stessa cosa per la ninnananna: cantatene una dolcemente: anche se non lo farà smettere di piangere, potrà calmare voi e aiutarvi a passare il tempo mentre aspettate che si calmi!
2. Il ciuccio: molti pupi si calmano anche con il bocca il ciuccetto
3. Meno latte e più spesso: in alcuni casi dar da mangiare al bambino con più frequenza e diminuendo le quantità può aiutare. Dopo la poppata, con tetta o biberon è uguale, tenete il bambino in posizione il più possibile verticale e fategli fare sempre il ruttino
4. Fatelo muovere: cullatelo o mettetelo in una culla a dondolo oppure uscite per una passeggiata se il tempo ve lo consente. Può essere molto utile cullare il piccolo tenendolo in posizione prona sull'avambraccio, in questo modo:
pancia sotto
5. Musica! Mettete su un bel cd i musica classica o di suoni della natura: vedrete che relax
6. Massaggi: dopo un bel bagnetto caldo, massaggiate il pupo delicatamente, in particolare sulpancino con movimenti circolari oppure massaggiate la schiena sempre con un movimento circolare
 coliche massaggi pancia
7. Dieta: se, insieme al vostro pediatra, sospettate che la colica sia una reazione allergica, potete provare a controllare l'alimentazione, evitando almeno per un po' di mangiare il cioccolato, gli alimenti che contengono caffeina e quelli che, in generale, potrebbero creare una reazione allergica. Invece, la tesi secondo cui andrebbero eliminati anche legumi, i broccoli, i cavoli e tutte le verdure che aumentano la produzione di gas intestinali nella madre non è dimostrata da alcun valido studio, tranne nei casi in cui procurino fastidi alla madre stessa. Se usate il biberon, provate a sostituire tipo di tettarella
8. Fermenti lattici: secondo alcune ricerche, l'assunzione di probiotici, che aiutano a mantenere l'equilibrio naturale della flora batterica, può alleviare le coliche. Ma confrontatevi sempre con il pediatra!
Germana Carillo
Fonte Green Me

mercoledì 6 novembre 2013

Da Ruvo a Poggiorsini con il GAL Murgia Più per la Sagra del Fungo Cardoncello.

Penultima tappa di"In Tour: si ReGALano emozioni"

Il GAL Murgia Più organizza una escursione gratuita
da  Ruvo di Puglia a Poggiorsini, domenica 10 novembre,
in occasione della tappa ruvese della Sagra del Cardoncello 2013

Qualità dell'itinerario, buon livello di approfondimento storico sui luoghi visitati, gratuità dell'offerta, professionalità del servizio: nel complesso un'esperienza appagante, al di là delle aspettative.
Hanno giudicato così, i protagonisti della seconda tappa del progetto "In Tour: si reGALano emozioni", la visita guidata di domenica 3 novembre, da Spinazzola a Canosa di Puglia, secondo dei quattro itinerari tematici nel comprensorio GAL a cura del GAL Murgia Più, organizzati per la Sagra del Fungo Cardoncello 2013.

Il tradizionale e goloso appuntamento d'autunno a cura della rete delle Pro Loco UNPLI murgiane, trova il suo completamento nell'appassionante ciclo di escursioni guidate che, per ciascuna delle domeniche della sagra, offre ai turisti la possibilità di scoprire un nuovo scorcio di Murgia, con partenza ed arrivo nel luogo della sagra 

Terza meta di "in Tour" sarà Poggiorsini, piccolo centro abitato nel cuore della Murgia, circondato da 30 km di agro e paesaggi mozzafiato. Abitato sin dal paleolitico, per la sua strategica posizione (un altopiano che si affaccia sul vallone del torrente Roviniero, affluente del fiume Basentello) e il rigoglio delle sue terre, è percorso da antichissimi tratturi per la transumanza, interessanti cavità naturali, tracce templari e rinascimentali, resti di tante, differenti, dominazioni. Tra tutte quella degli   Orsini, che nel '700 trasformarono il casale in un embrione di "città" autonoma, marchiata, sin dal toponimo, con i simboli dell'antica famiglia nobiliare.

Sarà proprio nel piccolo borgo antico, attorno ai ruderi del complesso quattrocentesco diventato poi il Casale di Macchia Vetrana, che approderà, per la prima tappa della visita, il bus del GAL Murgia Più. Dopo la visita ai resti dell'antico casale, del palazzo Ducale, della chiesa ormai sconsacrata di Santa Maria dei Sette Dolori e alla Chiesa di Santa Maria Addolorata, costruita dopo il disastroso terremoto del Vulture del 1930, prenderà il via la parte avventurosa del tour.

Una passeggiata naturalistica, condurrà ai resti del Castello del Garagnone, probabile luogo di fondazione dell'antica città peuceta di Silvum, certamente domus federiciana appartenuta all'ordine dei frati gerosolimitani di Barletta. Quindi il rientro a Ruvo di Puglia, alle ore 13.00, per la Sagra del Fungo Cardoncello, tra folklore, artisti di strada, degustazioni di prodotti tipici, spettacoli musicali e ancora visite guidate a cura della locale Pro Loco, nel comune di Ruvo di Puglia.


Per prenotare la visita guidata a Poggiorini, che partirà alle ore 8.45 da Ruvo (Piazza Bovio, nei pressi del Museo Archeologico Jatta), i partecipanti (massimo 50 persone) dovranno inviare richiesta di prenotazione entro il giorno antecedente all'escursione (sabato 9 novembre) all'indirizzo e-mail sagracardoncello@gmail.com.
Alla mail è necessario allegare l'apposito modulo scaricabile al seguente link: https://drive.google.com/file/d/0B0K3TW8YWC2TTjdqX0tDMFJLWEU/edit?usp=sharing

Per ulteriori info: www.galmurgiapiu.it, murgiapiu@libero.it, 0883 684116.

martedì 5 novembre 2013

Gli steroli vegetali come potente alleato per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer

Steroli vegetali per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer. Ecco i risultati di un recente studio effettuato negli Stati Uniti.
Abbiamo molto spesso evidenziato come il consumo di frutta e verdura sia un potente alleato per la nostra salute: come forma di prevenzione, ma anche come rimedio naturale per la cura di particolari patologie.
Oggi un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori della Saarland University potrebbe determinare un passo in avanti molto importante nella prevenzione delle malattie legate allademenza senile.
Il gruppo di ricerca guidato dal dott. Marcus Grimm avrebbe infatti dimostrato che uno sterolo particolare, lo stigmasterolo, avrebbe il compito di inibire la produzione di particolari proteine che ricoprirebbero un ruolo molto importante nello sviluppo dell’Alzheimer.
In Italia, sono quasi otto milioni le persone che soffrono di demenza, con una prevalenza negli over 85.
Il fatto preoccupante è, però, che le statistiche sembrano evidenziare un progressivo aumento di casi anche tra le persone più giovani.
Secondo alcune ricerche condotte negli Stati Uniti, inoltre, si teme che nei prossimi 40 anni il numero di persone affette da Alzheimer negli Stati Uniti sia destinato a triplicare.
Un aumento, spiegano i ricercatori, dovuto essenzialmente all’invecchiamento della baby boom generation.
Sembra d’obbligo, quindi, cercare una soluzione per fermare il dilagare di questo genere dipatologie degenerative. E la soluzione, come abbiamo precedentemente accennato, sembra provenire dagli steroli vegetali.
Marcus Grimm, capo del laboratorio di Neurologia Sperimentale presso la Saarland University, spiega: “Gli steroli vegetali sono presenti in varie combinazioni in noci, semi e oli vegetali. Gli steroli vegetali sono gli equivalenti del colesterolo animale e intervengono nei principali processi metabolici in cui è coinvolto il colesterolo. Siccome abbassano i livelli di colesterolo, essi sono ampiamente utilizzati nel settore alimentare e come integratori alimentari”.
Questo perché, tra le tante cause responsabili dell’Alzheimer, sembra che un ruolo importante sia ricoperto da livelli di colesterolo eccessivamente alti, che concorrerebbero alla formazione di placche senili.
Tali placche sarebbero un agglomerato di proteine chiamate beta-amiloidi che tendono a depositarsi presso le cellule neuronali presenti nel cervello, causando patologie specifiche come l’Alzheimer.
Per studiare al meglio il possibile ruolo degli steroli vegetali nella prevenzione di tali patologie, il team guidato da Grimm ha scelto di collaborare con altri scienziati provenienti dalla Finlandia, dai Paesi Bassi e dalla Germania.
Così, il gruppo di ricerca ha scoperto che uno sterolo in particolare, lo stigmasterolo, inibirebbe effettivamente la formazione delle proteine responsabili dell’Alzheimer.
H spiegato Grimm: “Lo stigmasterolo ha effetti su vari processi molecolari: abbassa l’attività enzimatica, inibisce la formazione di proteine implicate nello sviluppo dell’Alzheimer, e altera la struttura della membrana cellulare. Nell’insieme questi effetti riducono sinergicamente la produzione di proteine di amiloide-beta“.
Le ricerche hanno permesso di dimostrare che i vari steroli vegetali influenzano i meccanismi cellulari. Questi, però, devono essere analizzati singolarmente: gli studiosi hanno infatti confermato come sia necessario valutare l’azione di uno sterolo particolare sul morbo di Alzheimer, piuttosto che di una miscela di questi elementi.
Lo stigmasterolo è contenuto prevalentemente nell’olio di soia e di semi di lino, ma anche nel cioccolato fondente, nei semi di sesamo e nella frutta secca.
Naturalmente, i ricercatori avranno bisogno di ulteriori conferme per comprovare i risultati di questa specifica ricerca, ma i presupposti sembrano abbastanza incoraggianti.

Vieni a ballare in Puglia… se ne hai il coraggio!

di Pier Paolo Tarsi
Vieni a ballare in Puglia, qui troverai accoglienza, mare, sole e divertimento. Già, ma non è tutto. Qui troverai anche la più alta emissione di anidrite carbonica d’Italia, ossia il 21,23 %, una regione come la Lombardia ne produce solo il… 13,24% ,una come il Lazio il 6,07%. Qui troverai anche il 91,96% di tutte diossine prodotte in Italia.
Si, hai letto bene: il 91,96% della TOTALITA’ prodotta in Italia! In Lombardia solo il 4,32%. Ed ancora in Puglia troverai il 95,48% di IPA, seconda l’Umbria col suo 2,98%. Hai letto bene? Rileggi per favore! Non ti basta?
Bene, allora preparati, perché siamo solo all’inizio: emissioni di Monossido di Carbonio, 81,11% in Puglia, seconda la Lombardia con il 3,69%. Capito? Lo 3,69% la Lombardia! Emissioni di Particulate Matter: Puglia 62,23%, seconda classificata la Sardegna, con il 7,91%.
Emissioni di Benzene: prima classificata la Puglia, col 46,13%, segue la Sicilia col 26,16%, terza la Lombardia col 9,87 %. Ossidi di azoto: prima la Puglia, col 19,63%, seguita da Sicilia, con l’11,65%. Ossidi di zolfo, chi sarà prima?
Indovinato! La Puglia ovviamente, con il 23,27%. E visto che ti piace il Salento, sappi che la provincia più devastata non è Taranto, ma quella leccese: qui si supera oltre ogni limite che tu possa immaginare la media nazionale del numero di tumori che colpiscono i polmoni e le vie respiratorie.
Ti stupiscono questi dati? Beh, anche a me, eppure pare sia da vent’anni che alcuni eroici signori ignorati da tutti (leggi, ad esempio, l’oncologo Serravezza) lo denunciano, il problema è che nessuno li vuol sentire nelle grandiose regie delle Istituzioni dello Stato Italiano. Qua ci stanno ammazzando da decenni, altro che rifiuti tossici interrati e quel maledetto ethernit con cui riempiono le campagne migliaia di ignoranti figli di p.!
Ovviamente troverai dei geni come Enrico Bondi che attribuiscono la morte dei salentini a fumo e tabacco. Se avrai avuto la capacità di leggere questo articoletto, avrai anche quella di giudicare tu certe espressioni di genialità!!!
Al primo link i dati ufficiali che ho usato, il secondo link per gli amanti di Lecce!

‘A tavola con il morto’ con Dino La Cecilia e Giorgio Carbonaro Prossimo appuntamento giovedì 21 novembre

“Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza per i defunti andare al cimitero. Ognuno ll’adda fà chesta crianza; ognuno adda tené chistu penziero. Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno, di questa triste e mesta ricorrenza, anch’io ci vado, e con dei fiori adorno il loculo marmoreo ‘e zi’ Vincenza”. Con questi versi tratti da ‘A livella di Totò, Dino La Cecilia ha dato il via alla serata ‘A tavola con il morto’ organizzata giovedì 31 ottobre dalla Cantina del Cacciatore per rendere omaggio a una tradizione molto sentita nella provincia di Foggia: la Festa dei Morti.
Una serata che ha avuto come filo conduttore la riscoperta di usanze e riti, legati ad un festività molto importante, raccontati attraverso la cucina ed il teatro.
Ad ogni tavolo, decorato con il caratteristico lumino, è stato riservato un posto per il morto perché, come vuole la tradizione, la sera del 1° novembre si imbandisce la tavola appositamente per i defunti che si crede tornino dall’aldilà per visitare i parenti, con l’intento di accogliere, confortare e placare le loro anime. Un modo per esorcizzare la paura dell’ignoto e della morte. A sdrammatizzare un tema così profondo ci ha pensatoGiorgio Carbonaro con una sua opera, ‘U retratt d’ ‘u marite che racconta la storia di una giovane vedova, Addulurate, che “Nun puteve tutt’’a vite campà senza ‘nu marite”.
La serata si è conclusa con i versi scritti dal grande Edoardo De Filippo nel 1948, da cui poi è stata tratta la commedia De Pretore Vincenzo. A declamarli sempre Dino La Cecilia che è riuscito a carpire l’attenzione degli ospiti per circa mezz’ora dall’inizio della poesia - “De Pretore Vincenzo s’arrangiava, campava ‘a bona ‘e Dio, comme se dice. Figlio di padre ignoto, senz’amice, facev’ ‘o mariuolo pe’ campà” - fino alla fine “Credenno ca parlava c’ ‘o Signore, ‘nzerraje pe’ sempe ll’uocchie De Pretore”.
Tra i piatti serviti pietanze di stagione prevalentemente a base di zucca, tra gli ortaggi autunnali sicuramente il più coreografico,  e funghi, questi ultimi proposti nel piatto unico caratteristico della Cantina del Cacciatore insieme con i paccheri, la pancetta e la lombatina di maiale.
Immancabile il grano cotto, detto anche ‘cicc cutt’, dolce che a Foggia viene preparato solo in occasione della commemorazione dei defunti.
La Cantina del Cacciatore dà appuntamento al 21 novembre per una serata che esce dai confini regionali e rende onore all’Amarone, vino rosso prodotto esclusivamente nella Valpolicella, in provincia di Verona, ma noto a livello mondiale. Ad accompagnare l’enogastronomia ci sarà musica jazz dal vivo.
In allegato le foto (di Esther Favilla) della serata ‘A tavola con il morto’.

Danila Paradiso
journalist_pr_copywriter_press officer

lunedì 4 novembre 2013

Russia: produrre benzina partendo dalla spazzatura

Ingegneri russi dalla città siberiana di Tomsk hanno creato un impianto chetrasforma la spazzatura ordinaria inbenzina. L’impianto può essere caricato di tutti i rifiuti contenenticarbonio, e cioè mozziconi di sigarette, cenere, carta straccia, segatura.
Si preme un bottone e il cumulo di spazzatura sparisce dentro l’impianto. Irifiuti vi vengono sminuzzati e poi alimentati in un reattore speciale, dove dai composti ottenuti di carbonio e di idrogeno viene sintetizzata benzina.
L’impianto sperimentale può produrre fino a 200 litri di carburante all’ora. Tutto dipende dal nostro desiderio, rassicura Serghej Zotov, progettista capo dello studio sperimentale:
“Possiamo modificare i parametri e cominciare a produrre un carburante più pesante. Ad esempio, nafta o cherosene per aerei. Per ottenere altri elementi, ad esempio alcol, basta semplicemente cambiare le regolazioni dell’impianto.”
Il costo di produzione del carburante è fantastico, e cioè 0,001 euro al litro. L’energia per il lavoro di questo impianto ci vuole soltanto all’atto di avviamento. Poi si alimenta da solo. A questo scopo in esso è inserita un’unità che genera energia. Se un tale aggregato sarà installato in una casa d’abitazione, si può creare un ciclo chiuso di trasformazione di tutti i rifiuti in calore ed energia elettrica, dice Sergej Zotov:
“Tale impianto può essere piazzato nel sotterraneo di una casa d’abitazione dove trasformerà benissimo rifiuti domestici. Il calore emesso durante le reazioni di ossidazione può essere usato per il riscaldamento dell’edificio.”
I ricercatori hanno iniziato a studiare questa tecnologia già all’inizio degli anni ’80 per poter usarla in caso di guerra nucleare quando diventerebbe impossibile estrarre e trasformare il petrolio. I ricercatori di Tomsk hanno deciso che tale tecnologia sarà molto utile anche ai tempi di pace. E così dopo alcuni anni di lavoro è stato realizzato l’impianto AIST, una fonte alternativa di carburante sintetizzato.
Gli esperti sono rimasti sbalorditi quando hanno conosciuto il numero ottanico della benzina prodotta sull’impianto AIST, e cioè corrisponde allo standard Euro-5. È un carburante di extra e di superlux classe. Adesso tale carburante viene usato forse solo nelle auto da corsa.
I partecipanti del progetto innovativo hanno deciso di testare il loro prodotto sulle proprie auto e tra un po’ di tempo hanno cominciato a dimenticare dell’esistenza dei distributori di benzina. Il loro impianto di laboratorio li rifornisce stabilmente di carburante.
I progettisti promettono di dimostrare fra un anno un modello industriale. Se ne programmano alcune versioni: per grandi aziende, per case d’abitazione e mini-impianto mobile.

Frutta e verdura: gli italiani ne mangiano poca e non seguono una dieta sana

Sappiamo bene che frutta e verdura fanno bene alla salute, ma non ne mangiamo abbastanza. Si tratta di quanto emerge dalla più recente indagine presentata da Gfk-Eurisko sulle abitudini alimentari degli italiani. L'85% degli italiani non introduce nella propria dieta le 5 porzioni minime di frutta e verdura raccomandate per il mantenimento di una buona salute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Insomma, soltanto il 15% degli italiani si impegnerebbe a mangiare frutta e verdura in quantità davvero adeguate. La maggior parte dei nostri connazionali, inoltre, non riterrebbe nemmeno di dover incrementare il proprio consumo di frutta e verdura, rimanendo radicato sulle proprie posizioni. Soltanto poco più del 10% degli italiani è al corrente delle quantità raccomandate per il consumo di frutta e verdura.
Ciò che preoccupa maggiormente, è che ben 7 italiani su 10 non hanno intenzione di modificare in meglio le proprie abitudini alimentari, nonostante studi scientifici sempre più numerosi sottolineino gli importanti benefici per la salute del consumo di frutta e verdura.
Per quanto riguarda gli altri alimenti che gli italiani scelgono di portare in tavola, il consumo di carne prevale su quello di pesce. La carne finisce nei piatti degli italiani almeno 3 o 4 volte alla settimana nel 42% dei casi. Il pesce viene invece consumato soltanto una volta alla settimana o poco più.
Sono invece più presenti i latticini, che vengono serviti per il pranzo o per la cena almeno 3 volte alla settimana. I dati emergono da un'indagine condotta su di un campione di 800 italiani dai 18 anni in su. Nonostante lo scarso consumo di frutta e verdura, la maggior parte degli intervistati è convinto di seguire un'alimentazione sana ed equlibrata.
Ciò che preoccupa gli esperti di fronte ad una simile situazione, è come gli italiani abbiano una scarsa percezione delle carenze nutrizionali legate ad una dieta sbilanciata. Livelli di vitamine e minerali al di sotto della norma possono infatti rappresentare fattori di rischio per la comparsa di alcune malattie, come diabete, ipertensione, obesità, demenza senile e alcuni tumori. Non resta dunque che introdurre più frutta e verdura nelle nostre giornate, ricordando di consumarla ad ogni pasto: più frutta a colazione e a merenda, più verdura a pranzo e a cena, ad esempio.

Marta Albè
Fonte Green Me

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