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venerdì 13 maggio 2016

OLIO EVO: PROPRIETÀ E TUTTO CIÒ CHE BISOGNA SAPERE SULL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

L’olio extravergine d’oliva è l’alimento che più caratterizza la dieta mediterranea. A parere degli esperti è migliore di altri oli per via del tipo di grassi che contiene e per la presenza di polifenoli.
In particolare l’olio extravergine di oliva – o olio evo – contiene acido oleico, utile per migliorare i livelli di colesterolo ‘buono’ HDL, e contiene anche polifenoli, delle sostanze con proprietà benefiche che la scienza sta studiando soprattutto dal punto di vista della prevenzione dei tumori.
Scopriamo quali sono le proprietà e i benefici dell’olio extravergine di oliva e impariamo come sceglierlo e come consumarlo al meglio.

Olio evo, proprietà

L’olio evo si differenzia dal comune olio di oliva perché viene estratto solamente tramite dalla spremitura delle olive, senza altri tipo di procedimento e perché deve presentare un’acidità massima dell’1%. L’olio evo di qualità superiore viene ottenuto dalla spremitura a freddo delle olive.
Rispetto ad altri oli vegetali l’olio extravergine d’oliva è ricco di polifenoli e di sostanze antiossidanti che permettono di proteggere il nostro organismo dall’attacco dei radicali liberi e che potrebbero aiutarci anche nella prevenzione dello sviluppo dei tumori.
La produzione dell’olio extravergine d’oliva avviene in modo che le condizioni termiche di lavorazione non alterino le sostanze preziose contenute in questo preziosissimo ingrediente.

Olio evo, tutti i benefici per la salute

olio evo
La scienza negli ultimi anni sta approfondendo sempre di più i benefici per la salute dell’olio extravergine d’oliva. L’olio evo sta garantendo risultati sempre più promettenti per quanto riguarda la prevenzione del diabete e la protezione del fegato. Inoltre l’olio evo riduce il rischio di cancro al seno, previene l’Alzheimer e il tumore al colon, è benefico tanto quanto il latte materno, protegge cuore e arterie, aumenta il senso di sazietà, riduce il rischio di ictus ed è ricco di antiossidanti.
Per approfondire, ecco gli studi più recenti sui benefici per la salute dell’olio extravergine di oliva:

Olio evo, calorie

L’olio extravergine è un condimento ricco di calorie. Infatti 100 grammi di olio extravergine apportano 884 calore e contengono 14 grammi di acidi grassi saturi, 11 grammi di acidi grassi polinsaturi e 73 grammi di acidi grassi monoinsaturi, oltre a piccole quantità di sodio, calcio, potassio, vitamina E e ferro. Per questo motivo il consumo di olio extravergine d’oliva può avvenire tutti i giorni ma deve essere moderato, pari a circa 4 cucchiai al giorno e con preferenza per l’utilizzo come condimento a crudo.

Olio evo, come e quanto consumarne

L’olio extravergine d’oliva è un grasso buono, come sottolinea il dottor Loreto Nemi nel video che potete guardare qui di seguito. Quanto olio evo consumare al giorno e come? E’ importante scegliere l’olio extravergine d’oliva con attenzione, non affidarsi a prodotti che costino troppo poco e preferire olio evo con spremitura a freddo che è importante per la conservazione dei polifenoli.
L’olio evo va tenuto al riparo dal calore. Si possono consumare circa 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva al giorno, tenendo presente che caso per caso possono esserci delle variazioni nella dieta tra adulti e bambini. Meglio consumare olio evo a crudo perché la cottura va a modificare i polifenoli e i grassi.
Per scegliere l’olio extravergine d’oliva migliore diffidiamo delle offerte low cost. Se l’olio evo che vediamo al supermercato costa troppo poco, probabilmente la sua qualità non è eccellente e sarà composto da un mix di oli provenienti da Paesi europei ed extra-europei, non soltanto da olio evo di provenienza italiana.
Se ne abbiamo la possibilità il consiglio è di acquistare il nostro olio extravergine d’oliva da un produttore di fiducia. Ad esempio possiamo scegliere un olio extravergine prodotto nella nostra regione oppure altrove in Italia in base alle nostre preferenze dato che gli oli locali e regionali hanno sempre un gusto diverso tra loro soprattutto in base alla varietà delle olive e alle modalità della loro raccolta e lavorazione. Inoltre dobbiamo sempre fare attenzione a leggere bene le etichette per riconoscere l’olio evo migliore.
Fonte green Me

giovedì 26 novembre 2015

Olio extravergine: un test rivela i migliori sul mercato

L’olio extravergine di oliva è uno degli alimenti base della dieta mediterranea. La scelta del condimento per eccellenza di ogni italiano rappresenta quindi un dilemma: nei supermercati, si assiste quotidianamente a scene di dubbio e confusione di fronte agli scaffali pieni di bottiglie. Il problema maggiore consiste nel trovare il giusto compromesso tra qualità e prezzo: l’ideale è sempre approfittare di sconti e offerte sui prodotti che si ritengono essere migliori e, per questo, ovviamente più costosi. Tutti quegli oli dai prezzi inabbordabili, che spesso si “spacciano” per biologici e rigorosamente di provenienza italiana, sono però veramente ciò che professano? E i costi elevati sono effettivamente garanzia di qualità?
La rivista Altroconsumo ha deciso di rispondere a queste domande, conducendo un’analisi degli oli più conosciuti in Italia e stilando una classifica grazie a test comparativi, che ha condotto su più di 20 marchi italiani, inclusi gli oli ricavati dagli uliveti contagiati dalla xylella, il batterio causa di non pochi problemi alla regione Puglia. Nelle prossime pagine, la classifica e tutti i dettagli dell’indagine di Altroconsumo>>>

giovedì 12 novembre 2015

LA TRUFFA DELL'OLIO D'OLIVA VENDUTO COME EXTRAVERGINE. COME SCEGLIERE QUALE ACQUISTARE?

Come fare ad acquistare un buon extravergine d’oliva italiano? “Bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro che non coprono neanche i costi di produzione, leggere la scadenza e preferire l’extravergine nuovo a denominazione di origine Dop, guardando l’annata di produzione che molti indicano volontariamente in etichetta”.
I consigli arrivano direttamente daRoberto Moncalvo, presidente dellaColdiretti, dopo la notizia diffusa dai media dell’olio venduto come extravergine ma che in realtà, era semplice olio d’oliva.
Il dato è emerso dall’indaginecoordinata dal procuratore aggiunto della Procura di Torino, Raffaele Guariniello, dopo l’analisi a campionedi bottiglie prelevate dai carabinieri del Nas in alcuni supermercati torinesi.

Finiscono così, sul registro degli indagati i rappresentanti legali di sette aziende olearie: Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin). Dovranno rispondere di frode in commercio per aver spacciato un comune olio di categoria 2, meno pregiato e meno costoso, per extravergine d’oliva.
Su Facebook il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina ha commentato:

Seguiamo con attenzione l’evoluzione delle indagini della Procura di Torino perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano. Da mesi abbiamo rafforzato i controlli, soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014 il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione.

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L’indagine era scattata dopo la segnalazione della rivista Il Test del maggio scorso. Nell’inchiesta si parlava di 20 bottiglie (considerate in etichettaextravergine) analizzate dal laboratorio chimico di Roma dell’Agenzia delle Dogane. I campioni erano stati sottoposti sia all’esame organolettico, fatto dal Comitato di assaggio delle Dogane, sia a quello chimico per verificare acidità e presenza di perossidi. Risultato? Nove bottiglie su 20 bocciate e declassate a vergine.
Secondo la normativa del 2013, per essere extravergine, l’olio non deve averenessun difetto organolettico, la presenza anche di una sola attribuzione negativa, lo rende infatti un comune olio. L’esistenza di una rigorosa cornice legislativa, infatti, non argina il mancato controllo sui regimi di importazione che non consentono di verificare la qualità dei prodotti importati.
Per cui, ad esempio, l’olio d’oliva diventa extravergine, l’olio di sansa viene venduto per olio d’oliva. Di contorno ci sono etichette ingannevoli, l’assenza sia di controlli a tappeto per la valutazione organolettica sia di sanzioni per le inadempienze.
“A favorire le frodi - spiega la Coldiretti - è certamente il record di importazionicon l’arrivo dall’estero nel 2014, di ben 666 mila tonnellate di olio di oliva e sansa, con un aumento del 38 per cento rispetto all’anno precedente”.
Secondo l’associazione di categoria per difendere il Made in Italy è necessario fare al più presto chiarezza. “L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni, con un fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative”.
Di contro, non bisogna dimenticare che il Belpaese è anche il primo importatore mondiale di oli d’oliva che vengono spesso mescolati a quelli italiani, un comportamento che favorisce sicuramente le frodi alimentari.
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Mentre sui social si scatenano i consumatori e nel web continua la petizione diChange.org per garantire la qualità dell’olio, arrivano le prime note stampadalle aziende iscritte nel registro degli indagati.
La Pietro Coricelli spa, per esempio, respinge le contestazioni mosse in cui “si riporta falsamente che l’azienda avrebbe posto in commercio “olio di oliva” sotto la dicitura di “olio extravergine”, fatto questo che non viene eccepito neppure dalla Procura della Repubblica di Torino la quale si limita, sulla base di metodi di accertamento appunto discutibili, a contestare che l’olio posto in commercio sia “vergine” anziché “extravergine”: sul punto l’azienda sta verificando con i propri legali l’opportunità di sporgere querela nei confronti delle relative testate giornalistiche riservandosi di quantificare i danni subiti".

La stessa azienda, si legge sulla nota: "desidera rassicurare tutti i propri consumatori, e più in generale tutte le parti interessate, che i prodotti da essa posti in commercio in passato, ora, e come sempre sarà in futuro rispettano tutti i più elevati standard di qualità in ossequio alle più stringenti normative in vigore".
Noi, dal canto nostro, non possiamo che ribadire di fare attenzione all'olio che compriamo: leggete le etichette, controllate le scadenze e diffidate dai prezzi troppo bassi.

Dominella Trunfio
Fonte Green Me

mercoledì 12 novembre 2014

Qual è il miglior olio per friggere? Quello d'oliva secondo un recente studio

Quale olio scegliere per friggere? Di oliva o di semi? L'olio d'oliva sarebbe l'ideale per friggere. E' migliore di oli di semi come l'olio di girasole e l'olio di mais. La frittura è uno dei metodi di cottura più utilizzati nel mondo, ma decidere quale olio utilizzare per friggere può diventare un vero dilemma.
La risposta che aspettavamo arriva da uno studiotunisino pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, la rivista scientifica dell'American Chemical Society. In base ai loro studi, l'olio d'oliva sopporta meglio il calore della friggitrice o della padella rispetto a quanto avviene con numerosi oli di semi. Ciò permette la preparazione di cibi che risultano più salutari. Lo studio in questione porta il titolo di "Monitoring of Quality and Stability Characteristics and Fatty Acid Compositions of Refined Olive and Seed Oils during Repeated Pan and Deep Frying".
Mohamed Bouaziz e colleghi hanno sottolineato che i diversi tipi di olio hanno una gamma diproprietà fisiche, chimiche e nutrizionali che possono ridurre la qualità dell'olio quando viene riscaldato. Alcuni di questi cambiamenti possono portare alla formazione di nuovi composti che sono potenzialmente tossici.
I sottoprodotti del riscaldamento dell'olio possono anche ridurre il valore nutrizionale degli alimenti fritti con esso. Il team di ricercatori si è messo all'opera per individuare quale olio potesse mantenere le proprie qualità ad alte temperature e con un uso ripetuto.
I ricercatori hanno condotto i propri esperimenti con quattro oli diversi: olio di oliva, olio di mais, olio di soia e olio di girasole. I test richiedevano la frittura di patate crude a 160 e a 180 gradi. Ogni olio è stato riutilizzato per dieci volte.
olio frittura studio tunisino
L'olio d'oliva si è dunque rivelato il migliore per friggere, rispetto agli oli di semi con cui è stato confrontato. Si tratterebbe soprattutto di una questione di stabilità dell'olio al calore. L'olio d'oliva si è dimostrato più stabile e resistente al calore e al deterioramento ossidativo in confronto agli altri oli valutati. I risultati peggiori, rispetto ai parametri presi in considerazione, hanno riguardato l'olio di girasole.
Marta Albè
Fonte Green Me
Fonte: www.acs.org

giovedì 2 ottobre 2014

Olio d’oliva per un cuore sano

Olio d’oliva. Un prodotto che la maggior parte di noi utilizza ogni giorno in tavola per la sua straordinaria capacità di sposarsi con quasi tutti gli alimenti e che tra l'altro non finisce mai di stupire per le sue ottime proprietà. Nuove conferme scientifiche arrivano su un beneficio in realtà già noto dell’olio d’oliva ovvero quello di aiutare il cuore nelle sue funzioni. Questa volta però l’argomento è stato ulteriormente approfondito.
Una recente ricerca, condotta a Chicago da un team del College of Medicine dell’Università dell’Illinois e pubblicata sulla rivista Circulation, sostiene che consumare ogni giorno olio extravergine d’oliva è un'ottima abitudine per mantenere in buona salute il cuore ed è particolarmente consigliata anche a chi soffre di insufficienza cardiaca.
I grassi contenuti nell’olio, infatti, hanno dimostrato di migliorare le funzioni essenziali del cuoreovvero la contrazione e il pompaggio del sangue. In particolare è l’acido oleico ad essere benefico e ad aiutare anche i cuori più affaticati a svolgere meglio il loro lavoro.
La ricerca, condotta purtroppo su modello animale, ha messo a confronto gli effetti sul cuore dell’acido oleico e del palmitato, estratto dall’olio di palma. Gli scienziati, guidati dal dottor Douglas E. Lewandowski, hanno così potuto osservare i benefici del primo e i risultati negativi del secondo sulla salute cardiovascolare.
Riguardo all’utilizzo dell’acido oleico Lewandowski ha infatti dichiarato “abbiamo osservato un miglioramento immediato nel modo in cui i cuori si sono contratti e hanno pompato sangue” mentre per quanto riguarda il palmitato il risultato è stato ben diverso: si è visto come questa sostanza abbia in realtà squilibrato il metabolismo dei grassi (problema che già hanno le persone che soffrono di insufficienza cardiaca).
Secondo la ricerca, l’acido oleico è in grado anche di riattivare alcuni geni utili agli enzimi che servono a metabolizzare meglio il grasso. Quando i grassi sono ben smaltiti il cuore ha il giusto carburante per lavorare correttamente.
Continuiamo dunque a portare ogni giorno in tavola la nostra bottiglia di olio extravergine d’oliva, può solo che farci bene!
Francesca Biagioli
Fonte Green Me

lunedì 28 luglio 2014

"Confermiamo la qualità dell’olio extravergine di oliva I Tre Campanili”

Azioni negative di pochi non devono celare l’onestà di numerosi produttori andriesi". La dichiarazione di Francesco Guglielmi, Presidente dell’Oleificio Cooperativo della Riforma Fondiaria di Andria

“In qualità di Presidente dell’Oleificio Cooperativo Riforma Fondiaria di Andria, che produce olio extravergine di oliva col marchio I Tre Campanili, voglio rassicurare sulla qualità e bontà del nostro prodotto, frutto di un lavoro efficiente e puntiglioso svolto quotidianamente per tutelare la salute dei consumatori ”.

Queste le parole di Francesco Guglielmi, Presidente della Cooperativa e di Assoproli Bari, all'indomani della vicenda dell’olio spagnolo adulterato con le miscele di olio lampante e scarti di friggitoria, spacciato per olio extravergine di oliva biologico italiano e pugliese, che vede coinvolte due ditte di Andria nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Trani. Un duro colpo sia all’immagine di uno dei prodotti di eccellenza del nostro territorio – l’olio extravergine di oliva - sia di tutta una città che si basa sulla valorizzazione e promozione dell’oro verde in Italia e nel mondo.

L’Oleificio Cooperativo della Riforma Fondiaria – realtà che da oltre cinquant’anni produce olio extravergine di olive appartenenti ai circa trecento soci della cooperativa, vuole confortare quanti hanno appreso dai media l’ennesima caduta di stile di chi opera senza valori e principi.

“Azioni come quelle apprese in questi giorni dai media celano il grande lavoro di produttori seri e onesti, che lavorano la terra e i frutti da essa derivanti con amore e sacrificio; di quanti decidono di non conformarsi ai compromessi del mercato affinché qualità e bontà siano tutelate a favore della salute dei consumatori; di quanti – prosegue Francesco Guglielmi – applicano controlli ordinari su olive prima che esse subiscano il processo di molitura. Continueremo a lavorare con professionalità e lealtà, e porteremo avanti anche la nostra missione di formazione di sviluppo di una cultura dell'olio, affinché siano gli stessi consumatori ad effettuare una scelta consapevole”.

Si invita la gente desiderosa di informazioni a raggiungere il punto vendita dell’Oleificio Cooperativo della Riforma Fondiaria, sito in Via M. Galliano, Andria.     

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